The Artist Touch

The Artist Touch

Titolo

The Artist Touch

Inaugura

Domenica, 18 Dicembre, 2016 - 12:00

A cura di

Doina Malanciuc

Artisti partecipanti

Carla Bagno, Françoise Calcagno, Anita M. Cerpelloni, Eva Espinosa, Mario Esposito, Caterina Fagan, Hélène Galante, Letizia Ghezzo, Luigino Longega, Irene Manente, Patrizia Milone, Rossella Pavan, Gabriele Perissinotto, Elena Perrone, Renzo Sbolci, Nicole Voicu, Silvia Zamengo

Presso

Françoise Calcagno Art Studio
Cannaregio 2918, Campo del Ghetto Novo, Venezia

Comunicato Stampa

Il tatto, senso che domina le prime interazioni dell’essere umano con il mondo circostante, è in questo progetto espositivo, a cura di Doina Malanciuc, il principale punto di con-tatto tra gli artisti del Gruppo Boiler e i visitatori della mostra “The Artist Touch”. Una mostra tattile, incentrata sulla riscoperta della tridimensionalità dell’opera d’arte, di cui la terza dimensione viene associata all’artista stesso; e sul bisogno di riappropriarsi di un aspetto ormai divenuto sterile nel mondo artistico che è la consistenza tangibile attraverso la quale viene espresso l’impulso artistico.

L’idea che si vuole evidenziare con questa esposizione è la rivalutazione di uno dei sensi primordiali dell’essere umano. Diventa dunque essenziale l’esigenza di esporre e predisporre al tatto e alla contaminazione reciproca tra artista e osservatore, le opere. Toccare ed essere toccati, contaminare ed essere contaminati; ed ecco che Il pubblico è inteso come parte integrante del percorso, allo scopo di abbattere l’invisibile muro che provoca in molti una fruizione sterile dell’opera d’arte.

Bruno Munari scrisse: «Tutti gli umani, al momento della nascita, sono forniti di un apparato plurisensoriale, per natura. Col passare degli anni, gran parte di questo apparato viene atrofizzato perché l’individuo, per lo sviluppo della conoscenza, dà la prevalenza alla logica e alla letteratura. Occorre attivare di nuovo questo apparato che ci fa conoscere scale di valori tattili, sonori, termici, materici, di durezza e di morbidezza, di ruvidità e di levigatezza, di impenetrabilità, di equilibrio e di staticità, di leggerezza e di pesantezza, di fragilità e di solidità... tutti valori che, spiegati a parole diventano argomenti complicatissimi e quasi incomprensibili.» Protagonista attivo nell’arte del XX secolo, egli pubblicò nel 1931 il suo libro-opera Tavola Tattile, dieci anni dopo l’apparizione del Manifesto del Tattilismo di Filippo Marinetti.

Il fine ultimo della mostra è quello di porci nuovamente quesiti quali: «Perché un pianoforte esposto in una Biennale non può essere suonato?»; oppure «Perché un feltro appeso al muro può  solo essere immaginato come morbido e caldo, o ruvido e pungente?»; eppure, molto spesso, l’artista crea il proprio intervento con l’intento di sottoporre il visitatore a un viaggio interattivo e non a una semplice visione dell’oggetto ricollocato.

Verrà proposto, quindi, ai visitatori del Françoise Calcagno Art Studio un viaggio sensoriale strettamente legato al tatto, in cui la loro presenza è fondamentale per il completamento dell’opera d’arte e del pensiero dell’artista.

 
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