Art collection: finissage

Art collection: finissage

Titolo

Art collection: finissage

Inaugura

Giovedì, 3 Luglio, 2014 - 19:00

A cura di

Barbara Tamburro

Artisti partecipanti

Paul Beel, Antonio Tamburro, Marco Tamburro, Vanni Saltarelli, Raffaello Ossola, Irene Petrafesa, Gigino Falconi, Mario Sughi, Viola De La Croix, Friedrich Eigner, Giorgio Celiberti, Gianni Borta

Presso

6° Senso Art Gallery
Via dei Maroniti 13/15 00187 ROMA

Comunicato Stampa

ART COLLECTION: FINISSAGE

 

Si conclude con il finissage di giovedì 3 luglio 2014, alle ore 19.00, la mostra collettiva “Art Collection” che 6° Senso Art Gallery di Roma ha dedicato alle ultime creazioni di dodici artisti internazionali.

Trenta opere, prevalentemente pittoriche, che spaziano dal figurativo all’astratto, trovano un’ideale combinazione lungo le articolate sale della galleria, situata in via dei Maroniti 13, a pochi passi da Fontana di Trevi.

Inaugurata lo scorso 15 maggio, “Art collection” si presenta come una mostra che è riuscita a esaltare le peculiarità di ogni singolo artista preservando quell’armonia d’insieme che è prerogativa del lavoro di una galleria d’arte. E’ così che le “pose inquiete” di Paul Beel, premiato nel 2010 con il BP Travel Award della National Portrait Gallery di Londra, dialogano con le “scenografie evanescenti” di Vanni Saltarelli, artista di Como dalla lunga carriera che ha trovato un suo personale percorso artistico, in cui le immagini affiorano in bilico tra fragilità umana che disperde e forza gravitazionale che trattiene. Spezza volutamente il dialogo la prospettiva aerea di “Wall Street”, opera di Marco Tamburro che offre un esempio perfetto delle sue “frenesie metropolitane”, già in mostra nel 2011 al Macro di Roma, a cura di Luca Beatrice. In antitesi alle futuristiche visioni dell’artista umbro si rivela l’arte di Gigino Falconi. Le sue figurazioni teatrali riportano la quiete, insieme agli “immoti astratti” della pugliese Irene Petrafesa e alle “sospensioni spaziali" dello svizzero Raffaello Ossola, per poi lasciare alle “figurazioni dinamiche” di Antonio Tamburro il compito di accoglierci con quel segno energico che graffia la superficie, quasi a solcare lo spazio per trattenere il tempo. Non a caso Palazzo Venezia a Roma gli dedica nel 2009 un’importante retrospettiva dal titolo “Il Senso del Tempo”. Opere monumentali, le sue, contrapposte a loro volta ai lavori di Mario Sughi, degno erede del grande Alberto, il quale si cimenta con maestria nella stampa digitale riuscendo a ottenere, pur nel ridotto formato, delle “azioni sospese” altrettanto imponenti. Seguono i lavori dell’austriaco Friedrich Eigner che si oppongono con le loro “ombre strutturali”, cercando nei movimenti della materia (nel caso specifico olio su vetro) una forma universale di comunicazione. Con altri risultati la stessa volontà comunicativa che ritroviamo nelle “vivide esplosioni” di Gianni Borta, caposcuola ormai di un’arte naturalistica che fa del colore il protagonista assoluto.

“Art Collection” chiude con due nomi, qui accostati di proposito per il divario generazionale che li separa: quel Giorgio Celiberti che fu il più giovane artista a partecipare alla prima Biennale di Venezia del secondo dopoguerra e Viola De la Croix, talentuosa fotografa francese di ultima generazione, che nelle sue “prospettiche iridescenze” su pellicola lascia un segno della contemporaneità urbana, laddove l’artista udinese traccia indelebili ricordi della storia passata attraverso le sue “memorie astratte”.

 

 

 

 

 

 

 

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