ARNALDO POMODORO. SPAZI SCENICI E ALTRE ARCHITETTURE a cura di Antonio Calbi

ARNALDO POMODORO. SPAZI SCENICI E ALTRE ARCHITETTURE a cura di Antonio Calbi

Titolo

ARNALDO POMODORO. SPAZI SCENICI E ALTRE ARCHITETTURE a cura di Antonio Calbi

Inaugura

Sabato, 11 Ottobre, 2014 - 18:00

A cura di

Antonio Calbi

Artisti partecipanti

ARNALDO POMODORO - Nota biografica

 

Arnaldo Pomodoro è nato nel Montefeltro nel 1926, ha vissuto l’infanzia e la formazione presso Pesaro.

Si trasferisce a Milano nel 1954. Qui ha modo di conoscere l’ambiente vitalissimo dell’avanguardia e di frequentare intellettuali come Alfonso Gatto, Leonardo Sinisgalli, Ettore Sottsass, Fernanda Pivano, e artisti come Lucio Fontana, Giò Ponti, Bruno Munari, Ugo Mulas, Enrico Baj, e tanti altri. Realizza i primi gioielli ricavati dall’osso di seppia che esporrà in alcune edizioni della Triennale milanese e i rilievi in cui emerge una singolarissima “scrittura” inedita nella scultura, che viene d’ora in poi interpretata variamente dai maggiori critici. Nei primi anni Sessanta affronta la tridimensionalità e sviluppa la ricerca sulle forme della geometria solida: sfere, dischi, piramidi, coni, colonne, cubi -in lucido bronzo- sono squarciati, corrosi, scavati nel loro intimo, con l’intento di romperne la perfezione e scoprire il mistero che vi è racchiuso. La contrapposizione formale tra la levigata perfezione della forma geometrica e la caotica complessità dell’interno sarà d’ora in poi una costante nella produzione di Pomodoro.

Nel 1966 gli viene commissionata una sfera di tre metri e mezzo di diametro per l’Expo di Montreal, ora a Roma di fronte alla Farnesina: è il passaggio alla grande dimensione. Questa è la prima delle numerose opere dell’artista che hanno trovato collocazione in spazi pubblici di grande suggestione e importanza simbolica: nelle piazze di molte città (Milano, Copenaghen, Brisbane, Los Angeles, Darmstadt), di fronte al Trinity College dell’Università di Dublino, al Mills College in California, nel Cortile della Pigna dei Musei Vaticani, di fronte alle Nazioni Unite a New York, nella sede parigina dell’Unesco, nei parchi sculturali della Pepsi Cola a Purchase e dello Storm King Art Center a Mountainville, poco distanti da New York City.

Nel 1995 costituisce la Fondazione Arnaldo Pomodoro, con lo scopo di documentare la sua attività di artista e in generale di promuovere l’arte contemporanea con un’attenzione particolare alla ricerca delle giovani generazioni.

Nel 2004, dopo anni di complessa progettazione e lavorazione, viene collocata a Roma, in piazzale Nervi, la scultura Novecento (altezza 21 metri e diametro 7 metri), commissionata all’artista in occasione del Giubileo per celebrare il passaggio del millennio.

Ha realizzato numerose opere ambientali: dal Progetto per il Cimitero di Urbino del 1973 scavato dentro la collina urbinate, poi non realizzato a causa di contrasti e problemi locali, a Moto terreno solare, il lungo murale in cemento per il Simposio di Minoa a Marsala, dalla Sala d’Armi per il Museo Poldi Pezzoli di Milano, all’environment Ingresso nel labirinto, dedicato all’Epopea di Gilgamesh, completato nel 2011, fino al Carapace, la cantina di Bevagna realizzata per la famiglia Lunelli e inaugurata nel giugno 2012.

Memorabili mostre personali lo hanno consacrato artista tra i più significativi del panorama contemporaneo: a partire dalla Rotonda della Besana di Milano (1974), dal Forte di Belvedere di Firenze (1984), dalla Rocca Malatestiana di Cesena (1995) e dalla Fortezza di San Leo (1997), per arrivare al museo La Llonja a Palma di Maiorca (1999), alla Reggia di Caserta (2000), fino a Parigi nei Giardini del Palais-Royal (2002), nel centro cittadino di Lugano (2004), lungo la cinta muraria di Paestum (2005), nella Fortezza del Priamàr di Savona (2007). Si ricordano inoltre le importanti mostre itineranti nei musei americani: quella partita dall'University Art Museum di Berkeley nel 1970-71 e dal Columbus Museum of Art di Columbus, nel 1983-85, oltre all’esposizione itinerante organizzata in Giappone nel 1994-95 dall’Hakone Open-Air Museum di Kanagawa.

Nel 2008 negli spazi della sua Fondazione ha luogo un’antologica con una scelta rappresentativa delle sue sculture monumentali. Nel 2010 il Grande Portale, una scultura in bronzo di 12 metri di altezza per 10 di larghezza, è esposto di fronte al Padiglione Italia all’Expo di Shanghai, e nel 2011 a New York alla Marlborough Chelsea Gallery e a Parigi alla Galerie Tornabuoni Art sono presentati i suoi lavori più recenti.

Ha insegnato nei dipartimenti d’arte delle università americane: Stanford University, University of California a Berkeley, Mills College. Ha fondato e diretto il Centro TAM per la formazione dei giovani artisti, istituito in collaborazione con il Comune di Pietrarubbia nel Montefeltro. Nel 1993 è stato nominato Socio Onorario dell’Accademia di Brera di Milano e nel 1994 Accademico di San Luca.

Si è dedicato anche alla scenografia, antica passione della giovinezza, realizzando ‘‘macchine spettacolari’’ in numerosi lavori teatrali, dalla tragedia greca al melodramma, dal teatro contemporaneo alla musica. Si va dalla messinscena con Ronconi sul lago di Zurigo di un testo di Kleist nel 1972 alla trilogia dell’Orestea di Isgrò da Eschilo sui ruderi di Gibellina (1983-1985), da I paraventi di Genet, rappresentato per la prima volta in Italia al teatro Testoni di Bologna (1990) a Cavalleria rusticana di Mascagni e Sarka di Janáček con la regia di Ermanno Olmi al Teatro La Fenice di Venezia nel 2009, fino ai tre spettacoli messi in scena al Teatro Greco di Siracusa (2014) nella ricorrenza del Centenario dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico. Una mostra di tutto il suo lavoro teatrale con modellini, scenografie, costumi e sculture si è tenuta nel Palazzo Reale di Torino nell’autunno 2012. Nell’occasione è uscito il volume Arnaldo Pomodoro. Il teatro scolpito di oltre 600 pagine, curato da Antonio Calbi.

Ha avuto numerosi ed importanti premi: a San Paolo nel 1963, a Venezia nel 1964, uno dei sei premi internazionali del Carnegie Institute, insieme a Josef Albers, Francis Bacon, Joan Miró, Eduardo Paolozzi e Victor Vasarely nel 1967 e il Praemium Imperiale per la scultura a Tokyo nel 1990, insieme a Leonard Bernstein per la musica, Federico Fellini per il cinema e il teatro, James Stirling per l’architettura, Antoni Tàpies per la pittura. Nell’ambito dell’impegno teatrale i Premi Ubu migliore scenografia  per La Passione di Cleopatra di Ahmad Shawqi e I paraventi di Jean Genet (1990) e per Nella solitudine dei campi di cotone di Bernard Marie Koltès (1992).

Il Trinity College dell’Università di Dublino gli conferisce la Laurea in Lettere honoris causa (1992) e l’Università di Ancona quella in Ingegneria edile-architettura (2001). Nominato Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana” (1996), riceve nel 2005 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali la Medaglia d’oro con “Diploma di I classe come Benemerito della Scuola, della Cultura e dell’Arte” e nel 2008 il Lifetime Achievement in Contemporary Sculpture Award da parte dell’International Sculpture Center e il premio “Uomo dell’anno” del Museo d’Arte di Tel Aviv.

Presso

CAOS centro arti opificio siri
Via Campofregoso, 98 Terni

Comunicato Stampa

Sculture, scenografie, modellini, costumi creati per il teatro accanto alle opere e ai progetti architetturali più suggestivi.

 

CAOS - centro arti opificio siri, ospita, dall’11 ottobre 2014, la mostra ARNALDO POMODORO. SPAZI SCENICI E ALTRE ARCHITETTURE, a cura di Antonio Calbi, promossa e realizzata da Regione Umbria e Comune di Terni, in collaborazione con la Fondazione Arnaldo Pomodoro.

 

La mostra rivela un Arnaldo Pomodoro ancora poco conosciuto: un inventore di spazi per il teatro, la danza, la musica e di originali opere architetturali.

Il teatro ha rappresentato per Pomodoro, sin dagli esordi del suo lavoro, un ambito privilegiato di sperimentazione: non si tratta della semplice trasposizione in scena di un linguaggio, di una estetica e di una poetica, bensì di considerare la scena un vero e proprio laboratorio di invenzione di ambienti, vere e proprie “drammaturgie dello spazio”. “L’esperienza teatrale -dice Pomodoro- mi ha aperto nuovi orizzonti e mi ha incoraggiato e persino ispirato a sperimentare nuovi approcci e nuove idee per le sculture di grandi dimensioni perché il teatro mi dà un senso di libertà creativa:  mi permette di materializzare la visionarietà”.

 

L’esposizione documenta cinquant’anni di lavoro attraverso altrettanti progetti, fra spazi scenici e architetture: dalla tragedia greca al melodramma, dal teatro contemporaneo alla musica, attraverso sculture, scenografie, modellini e disegni, ma anche costumi e oggetti di scena. Si va dalla Caterina di Heilbronn di Kleist, sul Lago di Zurigo nel 1972 con la regia di Luca Ronconi, alla trilogia dell’Orestea di Emilio Isgrò da Eschilo sui ruderi di Gibellina, messa in scena tra il 1983 e il 1985, con la regia di Filippo Crivelli, fino alle rappresentazioni classiche del Centenario dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico (INDA) al Teatro Greco di Siracusa nel maggio 2014.

 

Se la prima sezione dell’esposizione racconta la reinvenzione dello spazio scenico, la seconda documenta alcuni tra i più significativi progetti e opere architetturali: dal  progetto per il nuovo cimitero di Urbino -non realizzato- alla Sala d’Armi per il Museo Poldi Pezzoli di Milano, fino all’environment Ingresso nel labirinto che ha preso forma nei sotterranei dell’edificio ex Riva Calzoni di via Solari a Milano, già sede espositiva della Fondazione Arnaldo Pomodoro.

 

Il rapporto di Arnaldo Pomodoro con l’Umbria inizia nel lontano 1962, quando Giovanni Carandente lo invita a partecipare all’esposizione “Sculture nella città”: la Colonna del viaggiatore esposta al pubblico durante la quinta edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto è stata in seguito donata alla città. È poi la volta di Terni, nel 1995, con l’opera Lancia di luce, concepita per Piazza del Popolo con la volontà di sintetizzare, in un unico simbolo, l’idea dell’evoluzione tecnologica e la pregnanza storica e sociale che le acciaierie hanno significato per la città di Terni. Il più recente intervento è del 2012, con il Carapace, la cantina-scultura commissionata dalla Famiglia Lunelli per la Tenuta Castelbuono di Bevagna, perfettamente integrata nel paesaggio umbro.

 

Arnaldo Pomodoro. Spazi scenici e altre architetture sarà una mostra di grande fascino che incuriosirà e sorprenderà un pubblico ampio e di tutte le età.

 

Dall’11 ottobre 2014 al 18 gennaio 2015 – vernissage sabato 11 ottobre ore 18.00 –

orari di ingresso: da martedì a domenica, ore 10.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00, lunedì chiuso.

 

Prenotazioni visite guidate e itinerari 0744 285946

 

Seguici su Twitter con l’hashtag #ArnaldoPomodoroTerni

e sul sito web http://caos.museum

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