Antonella Sacconi. Nude Forme. Geometrie dell'Architettura Contemporanea

Antonella Sacconi. Nude Forme. Geometrie dell'Architettura Contemporanea

Titolo

Antonella Sacconi. Nude Forme. Geometrie dell'Architettura Contemporanea

Inaugura

Sabato, 12 Novembre, 2016 - 15:30

A cura di

Alessandro Luigi Perna

Artisti partecipanti

Antonella Sacconi

Presso

La Casa di Vetro
Via Luisa Sanfelice 3, Milano

Comunicato Stampa

 

 

In anteprima italiana, si inaugura sabato 12 novembre 2016 dalle 15.30 alle 19.30 a La Casa di Vetro di Milano la mostra “Antonella Sacconi. Nude Forme. Geometrie dell’architettura contemporanea”. Curata da Alessandro Luigi Perna e organizzata da Eff&Ci - Facciamo Cose, in programma fino al 20 novembre, la selezione di circa 30 fotografie in grande formato di Antonella Sacconi, quarta classificata al premio internazionale Wiki Loves Monuments Italia nel 2014 e dal 2015 entrata nella scuderia della prestigiosa galleria Alidem - L’arte della fotografia, vuole essere un percorso grafico, estetico e metafisico all’interno dell’architettura contemporanea.

 

Per raggiungere i suoi obiettivi l’autrice spoglia volutamente del colore i suoi soggetti utilizzando un bianco e nero fortemente contrastato, denso, materico, tridimensionale. Il motivo della sua scelta lo spiega lei stessa: “mi interessa che l’occhio di chi guarda la foto si concentri solo sulle nude forme di un edificio: è solo così che si può conoscerne la sua intima essenza grafica, la sua nascosta anima geometrica. Voglio spogliare infatti l’architettura per rivestirla soltanto della sua struttura”.

 

La macchina fotografica ha per Antonella Sacconi un valore ontologico: è il suo strumento per conoscere fisicamente e organizzare mentalmente ciò che la circonda. È per questo che va in giro come se avesse sempre davanti agli occhi una delle sue reflex: quando guarda il mondo le piace isolarne i particolari, evidenziarne le geometrie, inseguirne le linee, studiarne le simmetrie. È il suo modo di osservare la realtà, di registrarla, di rappresentarla.

 

Non sceglie i soggetti in virtù di chissà quale visionaria e immaginifica riflessione: usa l’istinto. Nota qualcosa che le piace e scatta subito. Ad attrarla è l’emozione che un edificio le trasmette, non importa se è bello o brutto. L’importante è che scoppi il colpo di fulmine. La sua infatti è una storia di seduzione e amore con l’architettura. Con quella antica, che si nutre di principi classici. E con quella contemporanea, che sembra tanto più disarmonica ma che in fondo si ispira alle stesse regole e risponde alle stesse esigenze: la ricerca del bello, la sfida agli dei o ai limiti della realtà fisica.

 

Ne viene fuori una potente narrazione dell’immaginario estetico e geometrico dell’Uomo contemporaneo, che considera l’architettura come una forma d’arte, gli architetti come degli artisti e gli edifici come uno specchio dell’epoca in cui si vive.

Info per il pubblico:

Tel. 02.55019565

federica.candela@effeci-facciamocose.com

www.effeci-facciamocose.com

 

 

 

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