Angelo Brescianini. L'Angelo e la pistola

Angelo Brescianini. L'Angelo e la pistola

Titolo

Angelo Brescianini. L'Angelo e la pistola

Inaugura

Mercoledì, 16 Marzo, 2016 - 18:30

Artisti partecipanti

Angelo Brescianini

Presso

Andrea Ingenito Contemporary Art
Via Massimiano, 25, Milano

Comunicato Stampa

Innesco della pallottola, angolo, distanza di tiro: è questo il rituale accuratamente organizzato che Angelo Brescianini reitera per realizzare le sue opere. Al posto dei pennelli, le pistole: con 44 magnum, fucili e colt, l’artista dosa cariche e distanze, quasi come un alchimista, fino a plasmare le sue iridescenti lastre di acciaio, senza mai lederne la superficie.
In seguito al grande successo registrato ad Arte Fiera Bologna lo scorso gennaio, la galleria AICA Andrea Ingenito Contemporary Art presenta nelle sue due sedi di Milano e Napoli, rispettivamente dal 17 marzo all’8 aprile e dal 16 aprile al 14 maggio, la personale dal titolo “L’Angelo e la pistola”.
In mostra si possono ammirare una ventina di sculture in acciaio, alluminio e rame “scolpite” in quel modo unico che contraddistingue il lavoro dell’artista bresciano: con proiettili di armi da fuoco.

Le sue realizzazioni di elementi tridimensionali di valenza plastico-pittorica, sono veri e propri quadri-oggetto nei quali la tela viene movimentata e sagomata acquisendo così evidenza plastica e significato scultoreo, spesso in monocromo. Una modalità espressiva che va alla ricerca dei complessi rapporti tra spazio-luce e forma. Brescianini non può però essere considerato un “estroflessore” di superfici come tanti: è l’artista che riesce a fermare il tempo conducendolo in labirinti scanditi dal caso ma non dalla casualità. Egli vuole e ottiene la trasformazione del supporto e abbandona tela e telaio per lastre metalliche.
L’artista realizza opere di getto: l’obiettivo è di creare lavori che nascano con una rapidità pari a quella con cui l’idea giunge alla sua mente creativa. "Il concepimento dell’opera d’arte creata dall’istantaneità del gesto, è la sola espressione vera di ciò che vogliamo esprimere in natura”: con queste parole lui stesso spiega il suo lavoro.

Frutto di lunghi anni di prove, errori e sperimentazioni, le sue opere dialogano a distanza con le lacerazioni inferte da Lucio Fontana alle sue tele e rappresenta un’evoluzione delle esperienze balistiche di Niki de Saint Phalle che cercava l’istantaneità del gesto, esplodendo i suoi tiri aleatori su sacchetti di colori e supporti preparati in precedenza.

Nessuno dei colleghi illustri di Brescianini è stato però capace di racchiudere e far contemporaneamente veicolare la luce in un attimo, con la velocità di una pallottola, e a dare la vera immediatezza di uno stato d’animo catturato da una “bugnatura” sulla superficie metallica che raccoglie la luce creando percorsi inaspettati e sinuosi.

Nella fredda lastra l’artista veicola la luce che, intrappolata su una superficie più lucida e levigata, impreziosisce meglio l’effetto finale nella sua essenzialità.

 

Questa nuova tecnica, che fa delle armi – mezzi nati per l’offesa e la difesa – strumenti che danno vita a oggetti d’arte, è considerata ormai da molti critici una vera rivoluzione nel panorama artistico del ventunesimo secolo rendendo Brescianini innovatore del suo tempo e il suo stile unico al mondo

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