Alessio Sozzi: la retrospettiva parziale

Alessio Sozzi: la retrospettiva parziale

Titolo

Alessio Sozzi: la retrospettiva parziale

Inaugura

Domenica, 7 Dicembre, 2014 - 17:00

A cura di

Mauro Pantani (Athena Spazio Arte), Fabrizio Sozzi, Adolfo Bellatalla

Artisti partecipanti

Alessio Sozzi

Presso

Presso Centro commerciale zona Venturina
Venturina (Campiglia Marittima - LI)

Comunicato Stampa

Un artista dalla densa sensibilità umanistica, che sperimentò e attraversò il cambiamento, in un  mirabile viaggio espressivo nei capitoli di trasformazioni, implicite ed esplicite, sui due assi di figurativo ed informale, in pittura e scultura.

Rivive nella mostra omaggio, la retrospettiva parziale, dedicata al maestro piombinese Alessio Sozzi, attivo fino a Milano, e in Sud America: la lunga avventura artistica di uno dei maggiori sperimentatori nelle arti visive della Toscana del ‘900.

Una mostra a cura di Mauro Pantani (Athena Spazio Arte) e di Fabrizio Sozzi, figlio dell’artista, con l’organizzazione di Adolfo Bellatalla, che sarà inaugurata domenica 7 dicembre 2014, ore 17, a Venturina (Campiglia Marittima - LI), presso il Centro commerciale zona Venturina, con l’introduzione del critico Andrea Baldocchi e di Elena Capone.

Poetiche nordeuropee (neoclassicismo, espressionismo, impressionismo, fauvismo, simbolismo), ma anche dell’Italia del Novecento (dal Futurismo alla Metafisica) in nuove sintesi, e personalissimi esiti, nella pittura, dove fondamentale è l’aspetto della sperimentazione materica e formale: dalla evanescente liquefazione espressionista nelle origini figurative, ad una rigorosa danza matissina (“Anime danzanti”, “Guardiani dello spazio” del periodo ‘68-‘70) che prelude agli informali acquorei, viaggio liberatorio nei siderali spazi del cosmo interiore.  Mentre nelle opere più recenti degli anni ‘80 ritorna, quasi “a sorpresa” la figura, dalla bidimensionalità di Modì, in spazi metafisici e dai colori futuristi.

Scarna, ma romantica nostalgia, apparizioni da animate, eppure scarnamente evanescenti, scene di vita sociale,  paesaggi onirici della Toscana, sono i temi ricorrenti nella prima figurazione pittorica, spesso non solo in continuità, ma anche in parallelo – come nella serie dei paesaggi crepuscolari, gli oli su tela del periodo ‘74-‘75 – con l’informale più estremo e drammatico.

La dissoluzione dei valori, le ingiustizie sociali (metaforica la serie dei cavalli in pittura e scultura), ma anche la romantica nostalgia,  la libertà del segno nella forza della materia, l’onirico nel quotidiano, sono i temi prediletti che impronteranno anche la ricerca plastica in scultura.

Sin dagli anni ‘40 i risvolti filosofici in scultura sono infatti esistenzialisti: il destino dell’Umanità è scolpito in eterno da un equilibrio d’autore di composto rigore e vibrante naturalismo, sintesi dialettica di classicismo allegorico ed espressionismo epidermico. E’ la produzione che va dagli anni ‘40 agli anni ‘60, quella segnata dall’amaro volto del contadino , da “Il pugile spossato dalla fatica”, dalle “maternità spiritualizzate”, insieme alle opere di esplicita solidarietà (i temi sono forti e di attualità: infortuni sul lavoro,  terremoto del Friuli) ed alla realizzazione di monumenti in sedi nazionali ed estere.

Alla fine degli anni ‘60, i supporti in tufo poroso trasfigurano la ricerca scultore di Alessio Sozzi, in una forma arcaicizzante della figura, che richiama le vibrazioni della pittura impressionista ed espressionista, e che mantiene la solida forza caratteriale della ritrattistica antecedente.

“Donna il tuo mondo nell’universo” è infine la serie in creta dove femminilità, già esplorata nelle irreali Cleopatre dipinte,  si manifesta nella forza dirompente di una tensione liberatoria sospesa fra immanenza e trascendenza. Perturbata dai movimenti di un globo “minore”, la donna-madre salvatrice, domina il mondo terreno e proietta lo sguardo in una nuova dimensione per l’autenticità dell’essere.

Alessio Sozzi  nasce a Piombino (LI), nel 1920, in quella Maremma toscana che già aveva ispirato i Giovanni Fattori e i Macchiaioli.

Artista istintivo sin dall’infanzia, animo riservato, non aderisce esplicitamente a movimenti e tendenze estetiche. Formatosi in un ambiente dai limiti provinciali e dagli scarsi stimoli, nel periodo 1948-1960 è in Sudamerica e nei primi anni ‘70 si trasferisce a Milano. Alessio muore il 28 marzo del 2010.

La mostra resterà aperta ai visitatori dal 7 al 31 dicembre 2014. Nei giorni sia festivi che feriali, nell’orario: 17-20.

Info: Athena Spazio Arte www.athenaspazioarte.org, info@athenaspazioarte.org, cl 380 7353191.

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