Alberto Finelli - TU SI

Alberto Finelli - TU SI

Titolo

Alberto Finelli - TU SI

Inaugura

Sabato, 10 Ottobre, 2015 - 18:30

A cura di

Domenico Maria Papa

Artisti partecipanti

Alberto Finelli

Presso

Nuvole Arte Contemporanea
via IV Novembre I Trav.Montesarchio

Comunicato Stampa

Il labirinto è una figura antica che non smette di sollecitare la fantasia di artisti e scrittori, anche in realizzazioni recenti. Il labirinto è per antonomasia il luogo dello smarrimento: la mancanza di punti di riferimento insieme ai continui cambiamenti imposti nella direzione nel percorso obbligano il visitatore ad abbandonare ogni certezza circa la propria collocazione nello spazio. Ogni labirinto mette in crisi la relazione tra sé e l’universo.Nella perdita di sé e nella vertigine, cercata o indotta, è però riposto il senso di un’esperienza necessaria per accedere a una nuova e più autentica dimensione. Il labirinto della cattedrale di Chartes, per esempio, che ricalca la struttura del labirinto cretese, simboleggia il difficile cammino del pellegrino che abbandona le certezze della vita terrena per aprirsi alla fede.Il labirinto antico, quello costruito sul modello del mito cretese, non è tuttavia, un labirinto in cui ci si può perdere. A guardare la pianta, si presuppone un percorso dato che va dall’ingresso al centro e dal centro, la strada a ritroso porta all’uscita. Quello antico, infatti, è un labirinto dotato di un nucleo interno ben definito: lo spazio abitato dal Minotauro è la radice oscura e certa del mondo che si svolge intorno a un asse che non può essere raggiunto senza fatica e rischi.Con la modernità, il labirinto metafora dell’esistenza, perde il centro o non presuppone un unico percorso per giungervi.Il visitatore della costruzione topiaria della villa Pisani a Stra, pur potendo confidare nella piccola torre come riferimento, non di meno, potrà disporre di molteplici opzioni, tutte apparentemente utili, ma nessuna evidentemente certa.

Il progetto di Alberto Finelli per lo spazio di Nuvole Arte, riprende l’immagine del labirinto, ispirandosi esplicitamente a Villa Pisani e ci racconta come esso si prestava ad essere gioco e allegoria del desiderio. Il corteggiatore entrando nel labirinto poteva vedere una dama mascherata sulla torretta, ma rischiava nel cercare di raggiungerla, di perdersi e dunque di non arrivare mai a lei.L’insegnamento che ne avrebbe tratto, in ossequio al clima culturale del tempo, era esplicito: se ci si fa condurre dalla voluttà non si raggiungerà mai l’oggetto dei propri desideri. Bisogna saper ben governare le pulsioni, con la riflessione, se si vuole realizzare le proprie ambizioni.

Nel labirinto di Alberto Finelli, le pareti che impedirebbero una visione simultanea e dunque indurrebbero a smarrirsi, vengono abbassate fino a diventare una pura traccia: un segno sul pavimento come nella cattedrale di Chartes. In questo modo, il colpo d’occhio permetterà al visitatore di procedere senza rischi. è quanto tentò di fare l’inventore dello stesso labirinto di Minosse, ossia Dedalo, l’architetto che per uscire dalla sua invenzione si fabbricò delle ali di cera. Levandosi in volo avrebbe visto dall’alto il labirinto e in un colpo d’occhio l’avrebbe compreso. Sappiamo come andò.Alla maniera di dedalo, il visitatore del labirinto di Finelli, coglierà sin da subito la geometria della stanza e potrà avvicinarsi al centro senza smarrirsi. Potrà raggiungere il centro che torna ad essere, come nel labirinto dell’antichità, l’asse oscuro che avvolge e incorpora il visitatore stesso. L’artista, infatti, recupera la forma della torretta di Villa Pisani per trasformarne la funzione: da luogo dell’ostensione dell’oggetto desiderato a luogo chiuso di raccoglimento, al pari di uno studiolo rinascimentale, come dichiara egli stesso. Vi si giunge uno alla volta, infatti, ed è uno spazio ristretto in cui può stare una sola persona. Chi accede alla realizzazione di Alberto Finelli, può incontrare la parte più remota e incognita di se stesso. In questo, il labirinto creato dal giovane artista non è diverso da quello in cui era racchiuso il Minotauro.

 

Domenico Maria Papa

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