6 COLORI mostra del Circolo Culturale Artistico “BOTTEGA D’ARTE” di Giovanni Melegari

6 COLORI mostra del Circolo Culturale Artistico “BOTTEGA D’ARTE” di Giovanni Melegari

Titolo

6 COLORI mostra del Circolo Culturale Artistico “BOTTEGA D’ARTE” di Giovanni Melegari

Inaugura

Venerdì, 17 Maggio, 2013 - 19:30

A cura di

Camilla Mineo

Artisti partecipanti

Argellati Christian, Bertini Ivo, Bonacini Elisa, Bonelli Patrizia, Boni Ilaria, Boniburi Monia, Bontardelli Marila, Cantoni Franca, Cagnolati Lauretta, Corazza Maria Cristina, Di Gregorio Roberta, Giambiasi Francesca, Guatelli Cristina, Lai Patrizia, Masini Rossella, Minari Elisa, Melegari Jacopo, Melegari Monica, Nevi Cecilia, Orsi Maria Adele, Pagliarini Alessandra, Pasini Danila, Viglioli Alessandro.

Presso

SPAZIO AUDIOMEDICA
Via Repubblica 49, Parma (ingresso da b.go Collegio M.Luigia)

Comunicato Stampa

Questa mostra è una sfida, una scommessa, è la proposta di una visione nuova e complessa dell’arte, delle tecniche pittoriche e delle possibilità infinite di una disciplina che è in continua evoluzione grazie agli innumerevoli mezzi che ha a disposizione.
Fotografia, elaborazione al computer, tavolozza ridotta ai 6 colori complementari (celeste-arancio, rosso-verde, giallo-viola), libertà creativa, imprevedibilità della pennellata e del risultato finale, sono gli elementi alla base di questa collettiva solo apparentemente casuale. In mostra gli allievi del Circolo Culturale Artistico “La bottega d’Arte” istituito da Giovanni Melegari 22 anni fa. L’intento di questa Scuola è avvicinare all’arte, attraverso corsi di disegno e pittura, tutti gli appassionati e coloro che non hanno potuto dedicarsi all’apprendimento delle tecniche pittoriche attraverso scuole specializzate o Accademie.
Il vero percorso intrapreso e seguito dai corsisti è un metodo “scientifico” ben preciso proposto dal Maestro e sperimentato negli anni da lui e dagli allievi che si sono succeduti nella Scuola che consiste nell’uso pratico ed esclusivo dei colori complementari (celeste-arancio, rosso-verde, giallo-viola) più il bianco e il nero (una sorta di non- colori che servono solamente per schiarire o scurire). Le teorizzazioni degli Impressionisti e dei Macchiaioli toscani, a cavallo tra Ottocento e Novecento, in questo senso fanno da monito e vengono tenute in considerazione all’interno dei corsi alla Scuola di borgo Riccio. Come in questi due movimenti artistici nei dipinti degli allievi parmigiani i volumi e le ombre sono dati solo dai colori e non dal disegno. L’obiettivo è imparare ad utilizzare al meglio questi colori, ottenere ombre e scale cromatiche, gamme armoniche di colori, padroneggiare e gestire le tonalità con una certa consapevolezza attraverso la combinazione di tinte lontanissime fra loro. Le mescolanze che si possono ottenere sono sorprendenti e sono sufficienti, secondo la teoria di Melegari (risultato di una lunga esperienza), per fare qualsiasi cosa.
In questa mostra possiamo ammirare il risultato del percorso intrapreso dal Maestro con i suoi allievi. La ricerca del soggetto da ritrarre parte dalla scelta di una fotografia, successivamente un programma al computer la trasforma in un’insieme di macchie, in gradazioni tonali differenti, che alterano la definizione realistica dell’immagine. In questo momento entra in gioco l’allievo che, basandosi sul risultato ottenuto dall’elaborazione computerizzata, ricrea sulla tela l’insieme di macchie attraverso l’utilizzo dei sei colori. L’esito è la trasfigurazione del reale ottenuta tramite macchie di colore, un modo di dipingere semplificato ma stimolante per gli allievi coinvolti in questo progetto alternativo quanto innovativo. Essi hanno totale libertà di espressione, conducono in autonomia la pennellata che in questo modo risulta più sciolta, immediata, acquisisce forza ed energia e i pittori in questo modo acquistano consapevolezza e controllo del mezzo e dei colori.
La scelta sei soggetti è ricaduta principalmente su visi e ritratti, spesso allargati, portati a misure esasperate, all’ingigantimento di un dettaglio del volto, mentre altri rasentano l’astrazione più pura. La base di partenza è evidentemente tecnico-scientifica (fotografia, computer) ma subentra presto l’individualità e la personalità di ogni artista, (già comunque presente nella scelta del soggetto): la macchia non si può controllare e le pennellate possono diventare più ariose e vistose, più corpose o piatte, alla ricerca di una personale sintesi espressiva che deriva anche dalla visione soggettiva di ogni allievo. Una mostra che è la testimonianza dichiarata (e non come spesso succede celata), di un dialogo proficuo arte-scienza, non da demonizzare ma, come in questo caso da valorizzare ed apprezzare in nome di un originale metodo di insegnamento.

Espongono: Argellati Christian, Bertini Ivo, Bonacini Elisa, Bonelli Patrizia, Boni Ilaria, Boniburi Monia, Bontardelli Marila, Cantoni Franca, Cagnolati Lauretta, Corazza Maria Cristina, Di Gregorio Roberta, Giambiasi Francesca, Guatelli Cristina, Lai Patrizia, Masini Rossella, Minari Elisa, Melegari Jacopo, Melegari Monica, Nevi Cecilia, Orsi Maria Adele, Pagliarini Alessandra, Pasini Danila, Viglioli Alessandro.

mostre, arte, eventi, artistici, gallerie, contemporanea

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