12 ore di notte

12 ore di notte

Titolo

12 ore di notte

Inaugura

Venerdì, 20 Settembre, 2013 - 18:30

A cura di

eclettico firenze

Artisti partecipanti

Giampaolo di Cocco

Presso

eclettico spazi d'Arte
borgo San Frediano 44 a/r Firenze

Comunicato Stampa

Il giorno venerdì 20 Settembre 2013 presso ECLETTICO Spazi d’Arte di Eleonora Banchi e Virginia Panichi a Firenze, Borgo S. Frediano 44 a/r si inaugura l’installazione di Giampaolo di Cocco 12 ore di notte.
Il complesso lavoro comprende parti in alluminio e piombo oltre a dodici satelliti con illuminazione led. Tutti i componenti sono sospesi, come di consueto accade nelle installazioni del di Cocco.
Scrive GdC nel testo di presentazione: “…la morte è il destino di ognuno di noi e probabilmente sarebbe interessante considerarla qualcosa di più e di diverso che non la fine della vita….”
L’installazione resterà visibile fino al 10 Ottobre, con orario di negozio.

Giampaolo di Cocco- Breve biografia

Giampaolo di Cocco (Firenze 1947) consegue il Diploma di Maturità Classica nel ‘68 e la Laurea in Architettura nel ’75. Dal’ 83 all’ 85 segue corsi di disegno e pittura alla Fachhochschule di Colonia.
E’ attivo dai primi anni ’70 come architetto ed urbanista,collabora alla realizzazioni di documentari 16 m/m per la RAI. Porta avanti la sperimentazione visiva con film ad animazione con cui prende parte a concorsi e rassegne. Dal ’77 collabora come giornalista indipendente con varie testate, tra cui Corriere Medico Rizzoli e Alphabeta all’epoca diretta da Umberto Eco, con articoli sull’arte e l’architettura, con interviste tra gli altri a Renzo Piano, Paolo Portoghesi, Aldo Rossi, Bruno Zevi. Con Luciano Caruso fonda nel ’77 la rivista aperiodica “Abaco”, tutt’ora attiva.
Giampaolo di Cocco s’interessa ad una visione globale della realtà, ricercando le ragioni dell’unità del mondo e perviene a più riprese a toccare tematiche di ordine esoterico ed iniziatico.
La ricerca di immagini pregnanti ed emblematiche lo conduce alla realizzazione dal 1988 di installazioni ambientali di grandi dimensioni, vere e proprie integrazioni e “sensibilizzazioni” dell’architettura. In fabbriche e stazioni abbandonate, come la Breda di Pistoia (1989, Betsy III), l’Olympia Stadion Bahanhof di Berlino (1990, Olympia/ Zeppelin III) , i bunker di Skagen (DK, 1995, Cant I/ Alma Divisa), le officine di Peter Behrens ancora a Berlino (1998, Elephantmemory) di Cocco inserisce i relitti di navi o di aerei o di grandi veicoli terrestri, più tardi le carcasse di grandi animali, come nel caso di Ars Moriendi (Università di Firenze e Fondazione Daniele Spoerri, Seggiano, 2006): l’apocalisse, la morte, la distruzione e la fine si presentano come metafore del “lasciarsi andare”, un atteggiamento psichico proprio della passività e dell’ascolto, via d’obbligo, secondo di Cocco per una autentica comprensione della realtà.
La tematica dei naufragi riceve il riconoscimento di vari critici e di varie istituzioni: di Cocco realizza circa venticinque installazioni permanenti per enti pubblici e per privati dalla Danimarca alla Sicilia (Museo di Gibellina, Animalia/Grandi Naufragi XII, 1992). In Toscana lavora con il team di architetti e Ingegneri Interstudio,per il quale progetta e realizza a Follonica la grande fontana di piazza Animalia/Grandi Naufragi XIII (1996), a Barberino di Mugello la rotonda stradale Dei dell’ombra (2005), a Signa l’intarsio pavimentale Vie Traverse (2008).
Contemporaneamente, di Cocco avvia un’esegesi delle tematiche che lo interessano e una profonda presa di coscienza del cammino percorso, avviando la stesura e la pubblicazione di vari testi, tra cui “Il Galateo dell’artista principiante” (Edizioni Asefi,Milano 2001, presentazione di Giuseppe Pontiggia), “Spazi colorati in Occidente” (Edizione Ordine degli Architetti di Firenze, presentazione di Aldo Colonetti) e l’impegnativo “Alle origini del Carnevale, mysteria isiaci e miti cattolici” (Edizioni Angelo Pontecorboli, Firenze, dedicato all’amico Gianfranco Monti e presentato con una lettera di Giuseppe Pontiggia).
Numerosissime le mostre personali in Italia e all’estero, tra queste Car Naval/Virginia I alla gallerie Cargo Marseille di Marsiglia (1995, presentazione della critica Aurore Estany), Hind I/La Gaia Morte (2007, Fondazione Mudima, Milano, presentazione in catalogo di Gillo Dorfles), La Danseuse Obsedante (2010, Istituto Italiano di Cultura di New York, presentazione del Direttore Renato Miracco), mentre nel 2013 è in preparazione la retrospettiva del di Cocco alla galleria Fellini di Berlino per il mese di Dicembre e la sua partecipazione a Novembre alla rassegna “Wunderkammer” al Museo Poldi Pezzoli di Milano in cui sono esposte tra l’altro opere di Mario Merz, Maurizio Cattelan, Demian Hirst.
Molte le personalità della critica, dell’arte e della letteratura che si sono interessate all’opera del di Cocco, tra gli altri Omar Calabrese, Gillo Dorfles, Pierre Restany, David Galloway, Ursula Prinz, Wolfgang Becker.
Di Cocco intrattiene una lunga corrispondenza con lo scrittore milanese Giuseppe Pontiggia, cui diviene legato da profonda amicizia; anche con Harald Szeeman e Claudio Magris di Cocco scambia a più riprese opinioni e idee.
Di Cocco apre nel 2012 il Centro Culturale Abaco Space a Berlin- Kunow, in una grande ex fattoria del Brandenburgo, con la presentazione di artisti e personalità di rilievo internazionale, realizzando così l’antico sogno di dare una base espositiva all’attività delle rivista Abaco.

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