0,50m/sec. installazioni, grafiche e fotografie di Michele Lombardo

0,50m/sec. installazioni, grafiche e fotografie di Michele Lombardo

Titolo

0,50m/sec. installazioni, grafiche e fotografie di Michele Lombardo

Inaugura

Venerdì, 3 Ottobre, 2014 - 19:30

A cura di

Associazione Eureka

Presso

Biblioteca Comunale "Luciano Scarabelli" Caltanissetta
corso Umberto I° Caltanissetta

Comunicato Stampa

Una recente notizia riporta la tesi di uno scienziato che metterebbe in relazione la velocità del passo umano alla possibilità di contrarre la malattia dell’Alzheimer, ciò significherebbe che se il nostro passo è al di sotto del m/sec., in futuro potremmo avere buone probabilità di ammalarci. Il titolo della mostra, che nelle opere non allude direttamente alla notizia, vuole essere il controcanto della ricerca artistica, sostenendo la tesi opposta: l’uomo che corre troppo dimentica, non ha tempo per “ri-partire” dalla memoria (quindi è già malato?). Io prenderei in seria considerazione la naturale lentezza nel procedere di numerosi artisti, facendo anche attenzione più al fondo sotto i propri passi, che al numero di questi nel tempo!Le opere non avranno la presunzione di salire sul piedistallo più alto di un museo, esse però forse contengono il piccolo pregio di essere state concepite per lo spazio del pensiero per eccellenza: la biblioteca pubblica.
Quasi tutte sono l’assemblaggio di idee, materia (povera) e segno, quasi a volerne esaltare maggiormente l'origine. I passi, gli step, sono la metafora della scansione del tempo, quello che passa e ci fa più anziani, che corrompe la materia; quello dell’attesa, che rende inattuali anche le idee e le scoperte scientifiche, o ci permette in talune occasioni, di ponderare meglio i nostri comportamenti nelle decisioni importanti; fa si che la pellicola s’impressioni, il file attraversi, sotto forma di impulso elettrico, il circuito che va dal sensore alla memory -card. Infine, il tempo della sosta, durante l'attraversamento dei luoghi, per una nuova attenzione, che ci permette di immaginare lo spazio che abbiamo di fronte nel bianco e nero di una inattuale diapositiva.
Ma l’idea, la visione, la traccia mentale, quanto tempo richiede per farsi riconoscere? O ancora, quanto tempo richiede l’opera per essere acquisita o meno nella memoria comune? E’ di questo tempo che alcuni lavori e taluni miei “scherzi”, sotto forma di dispositivo ambientale, vorrebbero indicarne il segno con una traccia nello spazio.
settembre 2014
Michele Lombardo

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