Marco Mazzoni - Il Ricordo è Un Consolatore Molesto"

Marco Mazzoni - Il Ricordo è Un Consolatore Molesto"

Titolo

Marco Mazzoni - Il Ricordo è Un Consolatore Molesto"

Inaugura

Martedì, 19 Febbraio, 2013 - 19:00

A cura di

Galleria Patricia Armocida

Artisti partecipanti

Marco Mazzoni

Presso

Galleria Patricia Armocida

Comunicato Stampa

Marco Mazzoni
Il Ricordo è Un Consolatore Molesto
Inaugurazione martedì 19 febbraio2013 ore 19.00
fino al 4 Maggio 2013
La galleria Patricia Armocida è orgogliosa di presentare la prima mostra personale milanese di Marco
Mazzoni, dal titolo Il Ricordo è Un Consolatore Molesto, inaugurazione martedì 19 febbraio 2013
ore 19.00.
Per l'occasione saranno esposti quindici nuovi disegni di medie dimensioni a matita colorata su carta,
dodici disegni su carta Moleskine e un'installazione site-specific.

Mazzoni intreccia un mondo basato sulla tradizione popolare italiana, fatta di Janas e Cogas, donne
che secondo la credenza sarda seducono, incantano, maledicono e guariscono.
Il suo lavoro è un omaggio alle arti segrete delle guaritrici; ogni disegno è infuso di metafore che
raccontano la loro storia. Nelle composizioni circolari, che alludono al ciclo della Natura, si vedono
piante medicinali e lisergiche, farfalle e uccelli impollinatori che bevono il loro nettare e,
seminascosto dalle foglie e dalle ali, emerge il volto delle donne costrette a nascondere la loro
sensualità e i loro saperi a causa dei bigottismi dettati dalla religione, accusate di stregoneria perché
herbarie, donne d'erba.
Le guaritrici e le levatrici, hanno avuto un ruolo molto importante all'interno della comunità. Erano
figure femminili rispettate e la conoscenza delle erbe medicinali conferiva loro un potere che la
Chiesa e lo Stato medievale hanno cercato di contrastare. Con l’avvento della Controriforma, la
presa di posizione nei confronti di coloro che curavano con le erbe, assunse toni precisi e molto
gravi: l'autorità ecclesiastica creò una frattura insanabile tra la medicina popolare, esercitata dalle
donne, e quella accademica, esercitata dagli uomini, attuando una politica di sorveglianza delle
pratiche terapeutiche adottate per le cure.
Marco Mazzoni, sottolinea l'importanza dell'interazione tra le donne e le piante sviluppando il suo
soggetto più conosciuto, il volto di donna incorniciato da flora e fauna, elevandolo ad icona. Ne
svela le percezioni più intime, ricordi narrati su pagine di diario, visioni immaginifiche di animali
"impossibili", frutto dell'esplorazione estatica di viaggi allucinatori.
L'artista non disegna mai gli occhi del soggetto, in modo che lo spettatore non veda l'opera come un
ritratto, ma come una natura morta, una composizione in cui tutti gli elementi hanno eguale
importanza. Mazzoni, tecnicamente geniale, realizza, a matita colorata, complessi chiaroscuri
sovrapponendo luce e buio, per creare un bagliore intenso e profondo.
Il risultato è un'opera che racconta del momento in cui la donna prende il controllo di tutto, in
completa armonia con la Natura.

Marco Mazzoni, Nato nel 1982 a Tortona. Vive e lavora a Milano.
Tra le sue mostre personali ricordiamo: La Natura Squisita. Oltre i confini del POP (con Fulvio Di
Piazza e Nicola Verlato), a cura di Alberto Mattia Martini e Julie Kogler, Fondazione Stelline,
Milano (2012), River of Milk, Roq La Rue gallery, Seattle (2012), XsTY, Gallery B 15, Copenhagen
(2011), Summer Invitational Group Exhibition, Jonathan LeVine Gallery, New York (2010)

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