Mapplethorpe: l'amico ritrovato

Mapplethorpe : Lisa Lyon

Ottobre 2009.  Scarico un plico pdf con la copia della biografia e del progetto di un film e leggo sulla mia descrizione:
"Kyrahm e Julius. Insieme fanno "spettacoli" molto erotici."

Stento a credere che la persona in questione non comprenda la differenza tra spettacolo e performance e mi tocca andare a ripescare, ormai rimasta senza parole, la definizione di Angelo Pretolani sulla Performance Art:

"Oggi si usa molto a sproposito il termine performance. La performance non ha niente a che vedere con il teatro. Non esistono performance teatrali, ci sono performance e ci sono lavori che possono essere ricondotti all’interno della categoria teatro e pertanto prendono il nome di spettacoli. Questa distinzione è necessaria, non tanto come presa di distanza nei confronti del teatro ma come definizione di campo. La performance vive un’assenza di confini, il teatro assolutamente no, tutto è sempre predeterminato, non a caso un ruolo molto importante rivestono le prove… vive di replicabilità come condizione essenziale. Il teatro ha il proprio status nella ripetizione, deve essere sempre uguale a se stesso, deve essere riconoscibile. La performance invece viaggia sulle ali della irripetibilità, e anche quando è riproposta-ripetuta risulta sempre differente. Inoltre la performance è diversa anche dall’happening, infatti non ha bisogno di un pubblico per esistere."

A parte l'orribile scivolata dello "spettacolo erotico" che ha cmq una sua dignità, ciò che mi indigna è questa sua finta noncuranza, quel fare da orecchie da mercante quando sapeva perfettamente di cosa stessimo parlando, consiederate poi le sue successive evoluzioni.
"Obsolescenza del genere", aveva l'ambizione di creare una rottura politica tra corpo manifesto esplicito e stereotipi sessuali, lontanissima dall'idea di sessualità ordinariamente intesa.

E' passato qualche anno. Gennaio 2012. L'opera ha visitato un po' il mondo tra Stati Uniti, Spagna, Berlino e Londra ed ha ottenuto numerosi riconoscimenti. E non si capisce perchè in Italia devi dapprima farti una gira fuoriporta per dimostrare quel che sei ed ottenere rispetto.

Mi reco a Milano e presento il mio lavoro invitata tra i relatori della rivista Nighitlia, grazie a Marco Fioramanti, che ha creduto molto nella nostra ricerca e consigliandomi ad un orecchio : "parla di Obsolescenza del genere, parlane".

E parlo dei corpi nudi, delle sfumature del genere e dei significati profondi annessi.  A nessuno verrebbe mai in mente di definire l'opera uno "spettacolo altamente erotico".

Il giorno seguente mi reco alla mostra di Mapplethorpe allo Spazio Forma. Se non ci fossero stati artisti come lui!

La nudità maschile, esplicita, perfetta. Ho la forte sensazione di aver incontrato un amico.

"Mapplethorpe non ama essere etichettato come "scioccante", anche se le sue opere suscitano clamore e talvolta capita che le sue mostre – celebre l'episodio del 1986 a Washington – vengano chiuse per oscenità. È il suo modo di non accontentarsi, di "cercare l'inaspettato". (Micaela De Medici)

Un ragazzo della New York tra gli anni 70 e 80, gli anni della pop art, gli anni dell'Aids, che lo consumerà giovanissimo.
E' l'accostamento a Michelangelo per l'estrema attenzione al dettaglio del corpo umano a segnare un punto di svolta nel campo della nobilitazione dell'eros.

"Ricerco la perfezione della forma. Lo faccio con i ritratti. Lo faccio con i peni. Lo faccio con i fiori. Non c'è differenza. "

 

Human Installation I: OBSOLESCENZA DEL GENERE di KYRAHM e JULIUS KAISER
Il corpo nudo e l'io, la maschera e lo stereotipo. Un quadro ginoandroide. Una fila di corpi nudi avanza lentamente. Il sesso biologico come pelle, maschio, femmina. Il genere come senso del sè, uomo, donna. Percorso, attraversamento, transizione. Ogni soggetto, una storia. Cambiare sesso è doloroso come la nascita. Le maschere d’oro sul volto non nascondono le identità: come son riconoscibili le sfumature del genere. Solitaria subentra una creatura di sesso femminile. Accarezza i corpi uno per uno. Il travaglio è faticoso, la carne materia da modellare. Il rito della vestizione tra fasce contenitive, pantaloni, giacca e cravatta è il ritorno all’opposto. Non è più necessario indossare la maschera: l’io è rivelato.
Human Installation presentata in numerosi festival in Italia e all’estero.
 
Selezionata nel 2008 a IDKEX in USA, tra le trenta migliori performance Gender Exploration al mondo.
Vincitrice sezione performance Premio arte Laguna 2009.

 

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