Maedhat Shafik ATHAR- Ritrovamenti

Maedhat Shafik ATHAR- Ritrovamenti

Titolo

Maedhat Shafik ATHAR- Ritrovamenti

Inaugura

Giovedì, 17 Maggio, 2012 - 19:00

A cura di

Alberto Mattia Martini

Artisti partecipanti

Medhat Shafik

Presso

Galleria Marcorossi artecontemporanea

Comunicato Stampa

La Galleria MARCOROSSI artecontemporanea presenta, in concomitanza con la Galleria eventinove artecontemporanea di Torino, Athar/Ritrovamenti, il nuovo ciclo artistico di Medhat Shafik.
Athar, che in arabo significa reperti archeologici, presenterà circa trenta opere, su tela e carta caratterizzate dal consueto linguaggio in equilibrio tra il mondo contemporaneo, l’incisione rupestre e il segno arabo. Un lessico che permette all’artista di comporre una fitta trama di racconti evocativi di una dimensione antica, quasi a voler ricordare o ritrovare un’arcaicità, egizia ma non solo, andata ormai perduta.
Per l’artista l’intento del ciclo Athar è quello di intercettare umori, suoni, luoghi, intrisi di valori epici e storici, che sappiano essere riportati alla luce attraverso la scrittura segnica, che si configura come il tratto distintivo dei suoi lavori. Come di fronte ad uno scavo archeologico, i valori ricercati dall’artista ritornano in vita, capaci di donare degli stimoli assolutamente necessari a vivere la nostra epoca. Scrive Alberto Mattia Martini nel testo del catalogo: “Vivere realmente, sensibilmente e soprattutto eticamente il proprio tempo significa in primo luogo recuperare il senso storico, ripercorrere è quindi ritrovare le nostre origini. Per vivere la propria contemporaneità sono imprescindibili le radici, le esperienze appunto radicate nel nostro DNA, quell’emozione culturale di conoscenza e tradizione che rende ogni uomo unico ed esclusivo. Ecco allora la volontà di dare voce ed estrinsecazione all’Athar, ritrovare cioè la memoria delle civiltà(...)”.
I Ritrovamenti che l’artista propone si dimostrano piuttosto eterogenei e sfaccettati, capaci di oscillare dal bianco candore delle superfici pittoriche, arricchite dal gesso che rimanda ad una dimensione arcaica e al contempo sacrale, alla sensualità del colore e della sovrapposizione segnica e di materiali. I valori che rievocano sono frammenti di una storia comune all’uomo, sono le feste popolari e il clangore della vita quotidiana, sono momenti di comunità che sanno riunire all’interno di un’unica famiglia tutti i popoli del mondo: “Differenti culture trovano tra questi molteplici colori e materiali un’unica identità; il Mediterraneo con le sue città, le piazze, i porti, le architetture e soprattutto i mercati, si intrecciano evocando una stessa storia: quella dell’uomo” (A.M.Martini).
Medhat Shafik è nato in Egitto nel 1956, ma dal 1976 vive e opera in Italia, collaborando con la Galleria MARCOROSSI artecontemporanea fin dai suoi esordi negli anni Novanta. Diplomato in pittura e scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, dagli anni Ottanta partecipa con successo a molte rassegne artistiche nazionali e internazionali, arrivando ad una vera e propria consacrazione alla Biennale di Venezia del 1995, in occasione della quale il Padiglione Egitto, da lui rappresentato con due connazionali, viene premiato con il Leone d’Oro delle Nazioni.
La sua ultima personale, del 2011, ARCHETIPI - Le origini del futuro, è stata curata da Arturo Carlo Quintavalle e allestita alla Fondazione Stelline di Milano.

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