... ma non qui...

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... MA NON QUI...
Installazione di Giuliana Iannotti

tronco con radici, pietre, colore

La mia installazione è costituita da un tronco di cui rimangono quasi solo le radici, che sono rivolte al cielo. Questo elemento naturale ha un colore che, invece, è innaturale: è azzurro come il cielo, simbolo di un assoluto bisogno di spiritualità.
Tra le radici e lo spettatore sono posti tre sassi, su ognuno compare una scritta. In ordine:
Nella terra
Nel cielo
... Ma non qui...

Il tronco si trova in una condizione che non gli appartiene. Le radici non assumono il loro "stato ideale": nè quello naturale (sotto la terra), nè quello a cui aspirano (il cielo). E' uno stato di inquietudine, di attesa, di sospensione, di disagio. In tale condizione l'elemento protagonista ha assunto il colore del cielo, quindi della propria aspirazione.
Questa installazione rappresenta il mio disagio interiore per una condizione terrena che non mi piace, che mi delude, che mi rattrista. E' la mia esigenza di spiritualità, una proiezione di me stessa, un autoritratto o probabilmente il ritratto della contemporaneità, una metafora dell'uomo moderno che, sradicato dai valori e da una propria identità, vive in una condizione di disagio, di precarietà e a volte anche di mediocrità.
Nel colore azzurro del tronco c'è però la speranza di raggiungere quella spiritualità aspirata, in vita o nella morte, come ultimo naufragio.
Elementi della natura destinati a tornare alla natura... Con il tempo le radici torneranno alla terra, le scritte sulle pietre svaniranno, perchè la vita fa il suo corso... ciò che resterà dell'installazione sarà ciò che è arrivato all'anima dello spettatore... e che dalla terra al cielo porterà con sè per sempre.
Nelle antiche tradizioni l’albero è simbolo di vita, forma e materia su cui si dipinge, attraverso la nostra dinamicità psichica, la non forma, la non materia.
L’immagine dell’albero cosmico è un potente simbolo che riunisce le infinite possibilità espressive del micro-macrocosmo concepite dall’idea e nell’idea dell’Uno, dell’Unicità del Tutto.
Il microcosmo rappresentato nell’albero, là davanti a noi ci svela il Tutto, con i suoi equilibri armonici ci permette di comprendere le energie che ci governano.
L’albero, bello e forte, è tramite tra la Terra ed il Cielo, dalle radici nelle viscere della terra al più alto dei germogli teso verso il sole, l’albero diviene un immaginario ponte tra fisico ed il metafisico.
L'albero simboleggia l'idea di rinascita e di ciclo vitale: dal terreno e dalle radici il nutrimento diventa linfa, che giunge fino alle foglie, trasformandosi in ossigeno, secondo un processo continuo.
Jung si è interessato, prima di ogni altro autore, al simbolismo dell'albero, rintracciandone i significati del mito, nei riti religiosi, nel sogno, nel linguaggio quotidiano.
Il lavoro di Jung si situa nella prospettiva ermeneutica per la quale il simbolo è rivelazione e possibilità di accesso al sacro, una visione che condivido e che si svela nel mio percorso artistico.
L'albero accompagna i miei studi ed i miei lavori da sempre. Anni fa in occasione dell'esame di fotografia in Accademia l'ho proposto come soggetto, protagonista dei miei scatti: nodi, corteccia, tronco erano la metafora della mia anima e del mio sentire. Io mi identificavo con quei "ritratti", mi raccontavo.
Ho poi scoperto che Koch ha ricavato dall'indagine di Jung gli elementi simbolici costitutivi di un test proiettivo: il test del disegno dell'albero.
Il disegno dell'albero è l'equivalente di un autoritratto che evidenzia gli aspetti più autentici della personalità profonda. Secondo l'autore è bene ricordare che davanti al disegno di un albero è possibile ricavare una impressione che può essere di armonia, di inquietudine, di carenza o di abbondanza.
Koch, dal punto di vista interpretativo, divide l'albero in tre parti: radici, tronco, chioma.
Le radici - rappresentano la parte primitiva, inconscia e istintuale dell'Io, dalla quale l'Io stesso trae costantemente forza stabilizzante.
Il tronco - rappresenta l'Io così come si è strutturato attraverso l'esperienza evolutiva. Può essere un Io forte, debole, traumatizzato: è
l'Io "vissuto dal soggetto".
La chioma - è significativa della capacità del soggetto di entrare in relazione con l'ambiente, di espandersi nello spazio sociale; è anche
indicativa della sua vita mentale, delle sue aspirazioni, dei suoi interessi ed ideali.

"Verso il basso si dirigono i rami, in alto si trova la radice; che i suoi raggi scendano su di noi!" (Rig-Veda)
La tradizione dell'albero rovesciato come simbolo del cosmo è antica e trasversale a diverse culture; secondo Platone "l'uomo è una pianta
rovesciata, le cui radici si estendono verso il cielo e i rami verso la terra
".
Le radici dell'albero nella tradizione islamica affondano nell'ultimo cielo e i suoi rami si estendono al disotto della terra; i Lapponi nel corso di
una cerimonia dedicata ai dio della vegetazione pongono presso l'altare un albero con le radici verso il cielo e le fronde a terra; in certe tribù
australiane, gli stregoni piantavano un albero rovesciato. Dell'albero rovesciato parla persino Dante Alighieri nel "Purgatorio", descrivendo due alberi rovesciati, vicino al vertice della "montagna", immediatamente sotto il piano dove è situato il Paradiso terrestre... qui giunti, però, gli alberi appaiono raddrizzati, nella loro posizione normale. Quindi, questi alberi sono in realtà soltanto aspetti diversi dell'Albero Unico e appaiono rovesciati unicamente al disotto del punto in cui ha luogo la rettificazione e la rigenerazione dell'uomo.
In altre parole, ciò che "è in alto" si riflette in senso inverso in "ciò che è in basso'', come sulla superficie dell'acqua.
La pietra è un simbolo biblico. Nella prospettiva giudaica del II secolo la figura della pietra evoca certamente l'intervento divino, l'attesa del
Messia e la prospettiva di un intervento divino nella storia che cambi la situazione. La roccia è Gesù, su di lui si realizza il regno. Cristo è l a pietra di fondazione, l'intervento di Dio.
Con le pietre si può costruire.

Giuliana Iannotti

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