TOPPUNT

Una decina di voci, ognuna con il suo timbro, cariche di esperienze diverse ma accomunate dal piacere sottile per l’arte e per la sua storia. Una terrazza con un albero di limone, vuoti di vetro in una cassetta, serviti per la composizione di un’opera già esposta.

Un angolo muto occupato da una struttura di legno, leggera leggera, con un lato aperto per accogliere sul ripiano superiore un processo di maturazione biologica concluso; in basso un congegno capace di segnare l’ora sfruttando il succo vitale di un ortaggio

sradicato: due opere accomunate da una riflessione sul Tempo. Mentre l’opera di Giulia, focalizzandosi sul ciclo di maturazione di una lenticchia – che si fa metafora ampia di un discorso sulla Natura – potrebbe anche alludere al ciclo della vita: germinazione, fioritura, essiccazione; quella di Francesco segna inesorabile lo scorrere dei secondi, alimentati, in questo caso, da un frutto destinato ad altri consumi, ma comunque fonte di energia: carote. Di quelle nella confezione con la pellicola, di solito destinate a marcire nel frigo, qui rigenerate e generanti energia convertita in impulso elettrico per un display al quarzo.Una

vera sorpresa trascorrere un pomeriggio dicembrino all’aperto, circondati da tanto entusiasmo e sperimentazione, al numero _ di via _ , nell’appartamento di due giovani artisti, Francesco Romanelli e Giulia Gazza. L’una leggera e volatile come il suo cognome,

dotata di una pazienza claustrale, come dimostra in quest’opera fondata sull’attesa, oltre che di una eleganza da amanuense e di una precisone da ricamatrice, come ha già dimostrato in altri lavori. L’altro è uno sperimentatore curioso che mira a indagare la

seconda vita o le altre vite degli oggetti, come ha già presentato in varie occasioni espositive. Quello del 21 dicembre, è stato solo il primo di una serie di incontri per dare vita a un progetto di esposizione multiplo, TOPPUNT, laddove il termine olandese scelto

dai due padroni di casa, andrà inteso non già come “vertice” o “sommità”, ma piuttosto come “luogo di massima apertura”. Ecco che, allora, quell’angolo muto sullo sfondo del terrazzo, fatto di assi sottili di legno lasciato al naturale, ma integrato nel circolo delle sedie

per gli ospiti, non tace per nulla, anzi diventa pretesto, cassa di risonanza da cui chiunque potrà esprimersi attraverso il segno, il gesto, la parola, il suono o il silenzio. TOPPUNT è un microcosmo ben congegnato, un po’ laboratorio, un po’ vetrina, un po’ tabernacolo, ma soprattutto, una micro agorà – solo un metro quadrato – concepita per accogliere nel tempo numerose esperienze, e favorire così la condivisione del fare artistico.

 

Angelo Maria Monaco

Giulia Gazza - Francesco Romanelli

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