Le tasse? Franceschini e Renzi accettano anche opere d'arte!

Le tasse? Franceschini e Renzi accettano anche opere d'arte!

 

Senza limiti la crisi della cultura e dei processi del fare arte e linguaggio dell'arte in Italia.

Il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha dichiarato di avere già costituito una  commissione  incaricata di definire le condizioni e il valore delle opere d'arte che dovessero essere utilizzate per lo scopo di pagare le tasse dove non ci sono denari, il contribuente potrà risarcire lo Stato in opere d'arte al posto del denaro che gli manca.

"I contribuenti", ha detto Franceschini "potranno onorare le imposte dirette e le imposte di successione cedendo allo Stato beni culturali vincolati e non vincolati", siano essi quadri, opere d'arte contemporanea, sculture, archivi, siti archeologici, ville o libri antichi.

Duplice l'obiettivo del governo:

Consentire ai cittadini di mettersi in regola.

Permettere allo Stato di tornare ad acquisire patrimoni di valore.

La novità non è assoluta, la norma esiste da trent'anni, ma "non è stata mai attuata con convinzione".

La commissione non si riunisce dal 2010.

Adesso risate grosse e grasse apparte, a volere fare i cattivi si potrebbe scrivere che, considerando che l'arte è un validissimo strumento per regolarizzare il mercato nero e per nasconderlo, non mi meraviglia che il nostro quadro Dirigenziale politico stia studiando soluzioni come questa per fare ripartire la nostra economia.

Ma non si tratta comunque di un esproprio di beni simbolicamente e affettivamente regolarmente acquisiti dal privato?

Dirò di più, esproprio, ma anche un modo per dopare un mercato, quello dell'arte, già oggetto di abbondanti bolle e speculazioni finanziarie a carico del collezionista.

Non è una strada nuova.

Si tratta semplicemente d'impoverire il privato debole a favore del privato forte, ponendo il privato forte in condizione di monopolizzare il pubblico per finanziare la manutenzione, la conservazione, la diffusione e l'eventuale vendita di tali beni espropriati.

Mi si obietterà a questo punto: 

Supponiamo che il privato non capisca un cazzo di arte e l'abbia acquistata solo per " hobby", se paga lo Stato con l'opera, essa potrà essere esposta al pubblico e noi comuni mortali potremo ammirarla!

Rispondo:

Supponiamo che invece il pubblico e il politico non capiscano un cazzo d'arte.

Mi sembra più probabile, ricordate quando Renzi a Firenze voleva trapanare Vasari a campione per trovare le battaglie di Leonardo e Michelangelo?

Riporto il suo tweet dell'epoca:

"Chiederemo ufficialmente al ministero dei Beni culturali le autorizzazioni per rimuovere le aree dove nell'Ottocento e nel Novecento sono stati effettuati interventi di restauro sulla battaglia di Scannagallo.

Questo ci consentirebbe di non toccare il lavoro del Vasari e di avere una fotografia della Battaglia di Anghiari di Leonardo più precisa di quelle ottenute finora, verificando al contempo anche le sue attuali condizioni di salute''.

Quando ha proclamato originale un cristo ligneo di Michelangelo rivelatosi patacca?

Riporto la dichiarazione dell'allora sindaco di Firenze:

“Un opera d’arte non ha solo un autore che la crea. E’ frutto dell’atmosfera, della cultura, della struttura fisica di un territorio. Ciò nonostante il legame assoluto e innegabile tra il capolavoro e la sua origine non ne può significare la chiusura: l’arte è un bene di tutti, la sua condivisione un dovere democratico, oltre che un piacere …” 

Oppure quando Renzi  chiese per laChiesa di San Lorenzo, un referendum alla città di Firenze per farla come voleva Michelangelo,

Il sindaco dichiarò: «E' giusto o no completare le facciate delle basiliche secoli dopo?».

Facciamo le persone serie per piacere?

Chi difende questo modo di operare si disconetta da me, offende la sua intelligenza prima che la mia.

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