La rivoluzione culturale di Matteo Renzi? Liberalizzare il Selfie nei Musei, incredibile!

La rivoluzione culturale di Matteo Renzi? Liberalizzare il Selfie nei Musei, incredibile!

 

Una cosa è evidente, gli esiti del mercato dell'arte contemporanea e la sua fruizione, non soddisfano più i criteri minimali della giustizia distributiva, per questo motivo non lo si può considerare immutabile nel tempo.

Il risultato del gioco del valore economico, che distingue arbitrariamente ciò che è arte, da ciò che non lo è, è manifestamente iniquo.

Il mercato non può escludere interessi e destini di chi non riesce o non vuole farne parte; non può più sostenere la balla che gli espulsi siano poco efficienti e competitivi, un sistema che forma un competitivo su cento è un sistema che non funziona.

Serve uno spazio economico fondato sul principio di reciprocità, che è altra cosa rispetto al principio di scambi d'equivalenti (a cosa?) che rende l'attuale sistema dell'arte e della sua fruizione, un indice di sottosviluppo del mondo occidentale.

L'assenza di relazionalità e reciprocità, ha ridotto il mercato a una finta rappresentazione economica di altruismo a pagamento.

Non è questo il tempo degli incentivi al consumatore, è il tempo dove servono condizioni di crescita protosociali che perseguono il bene comune e la pluralità dell'offerta di mercato.

La soluzione? Non è più nell'alternativa Stato-Mercato, ma nell'individuazione e nell'estensione di ciò che la società civile già produce.

Serve sapere individuare quei soggetti economici che fanno del principio di reciprocità la loro operazione per la comunità che animano e vivono, nuove forme di governance capaci di affrontare e vincere le sfide della rivoluzione digitale e dei social media.

Questo intro scoppiettante per arrivare al Decreto Cultura recentemente approvato dal Governo Renzi, che tre le varie direttive per rilanciare il patrimonio culturale e artistico italico, c'è, pensate un poco, la liberalizzazione delle foto nelle strutture museali.

Una presa d'atto dell'impossibilità di arginare il fenomeno degli scatti mediante smartphone?

Creare una competizione individualista tra chi fotografa o si scatta un Selfie con la Venere di Botticelli sullo sfondo e incrementare in questa maniera il turismo culturale eterodiretto di massa?

Da pochi giorni, il Decreto ha già rivoluzionato (in positivo?) il modo di godere delle opere d'arte che risiedono negli Italici Musei.

Nel giro di pochi giorni, gli stessi turisti che in contemplazione si relazionavano a soggetti miliari nella storia dei linguaggi dell'arte, li si ritrova ora scattare i famigerati Selfie con la Venere di Botticelli sullo sfondo.

Questa è l'idea di cultura dei linguaggi artistici contemporanei del Governo Renzi?

Vedere i visitatori trasformati in orde di saccheggiatori d'immagini?

Imbarbarire ulteriormente la grammatica di base (già abbastanza deformata dal mercato) dei linguaggi dell'arte?

Il modello di sperimentazione di tutto questo è stata proprio la Firenze amministrata dall'attuale premier Matteo Renzi, ma questa procedura appare agli storici e agli esperti di settore, una ulteriore involuzione dei linguaggi dell'arte.

Insomma i grandi classici dell'arte si ritrovano a non avere più gli occhi puntati addosso, ma si ritrovano immortalati a fissare mediante "selfie" i visitatori del Museo che si rivolgono a loro con le spalle voltate, altro che Caravaggio che volgeva le spalle allo spettatore, qui è lo spettatore che volta le spalle alle opere d'arte cui si antepone.

Siamo alla fine del linguaggio dell'arte per come l'abbiamo studiato e conosciuto? 

Non si contempla più l'opera d'arte.

Simone Lecca, un artista Cagliaritano, aveva intercettato questa frontiera qualche anno fa, sostituendosi alla Gioconda di Leonardo e sbeffegiandola, ve lo propongo, ha saputo guardare oltre a suo tempo e ha intercettato questo tempo.

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Mimmo Di Caterino

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