Quando Renzi sbaglia il Selfie!

Quando Renzi sbaglia il Selfie!

 

La comunicazione e la propaganda politica, non molto tempo fa passava per dei linguaggi dell'arte studiatissimi nei loro dispositivi retorici, quadri, sculture, coreografie, scenografie, spot e quant'altro; nell'epoca del web 2.0 a tutto ciò si sono aggiunte le applicazioni, che tramite uno smartphone consentono al politico (così come al cittadino comune) di fare della propria vita un flusso di comunicazione permanente indirizzato "amichevolmente" all'elettorato che si amministra.

Insomma non serve più Antonio Canova a rappresentare un Napoleone come Marte o un grafico che photoshoppi un Silvio nazionale aggiungendogli qualche capello, in fondo anche il Movimento Cinque stelle che cosa è se non una applicazione?

Il "Selfie" in questo scenario è quindi divenuto, uno strumento di propaganda politica, la "Coca Cola" di questo secolo che tutti sembrano potersi permettere, da Papa Francesco a Obama; da Silvio Berlusconi con la sua fidanzata alla Regina d'Inghilterra, fino ad arrivare al nostro attuale premier Matteo Renzi.

Ragion per cui, dopo avere passato una domenica di lavoro e pubbliche relazioni alla Festa nazionale dell'Unità, avere incontrato i leader socialisti europei, perché non postarsi un bello scatto   per cinguettare con gli amici di Twitter?

Questo è quello che accaduto, ma lo scatto è stato subito dopo rimosso, non corrispondeva forse a una chiara immagine di efficienza e comunicazione politica?

Il web è veloce, per cui è subito stato fatto uno screenshot dell'autoscatto del nostro premier e il selfie cancellato o scartato è diventato più virale di quanto si aspettasse il premier nel momento dello scatto e ha cominciato a riprodursi via web in maniera incontrollata.

Siamo davanti all'innegabile fascino di recuperare e mostrare quello che la comunicazione politica omette?

La vendetta di chi da utente e spettatore la comunicazione politica, anche attraverso i "selfie" è costretto a subirla?

 Il Selfie è stato rimosso, ma è stato riprodotto al punto da arrivare in quasi diretta anche qui, nella redazione di Lobo di lattice.

A questo punto, per qualcuno visto lo scatto si tratterebbe di un fake, quasi a prendere atto, che la comunicazione politica non possa concedersi un errore così "umano", e stà a vedere, che se si scopre essere un suo vero scatto, si riesce anche a dirottare qualche voto, sensibile all'umanizzazione in corso della classe Dirigente politica.

Concludiamo il pezzo, se Renzi ha postato il Selfie, accompagnandolo con la didascalia "Io", perché l'ha cancellato subito dopo? Qualche primo commento on line non proprio incoraggiante? Ma poi perché avere d'impeto postato quello scatto? Non poteva farne una serie e usare il meno peggio?

Possibile che siamo davanti a un caso politico e che in tutto questo ci tocchi subire una nota politica del tipo: "è un complotto, quello scatto è stato fatto da un gufo a cui non piacciono le nostre riforme, un hacker dei cinque stelle".

Dite che sto esagerando?

Non so, di certo questo è il secolo delle esagerazioni della comunicazione.

Mimmo Di Caterino

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