Quando i Dandy scuola Warhol, mortificano il classico.

 

Quando i Dandy scuola Warhol, mortificano il classico.

Gerald Bruneau, è un fotografo scuola del dandy Andy Warhol, alla ribalta dei media nazionali per avere ricordato alla Calabria prima e alla penisola tutta poi, dei suoi dimenticati bronzi di Riace (anzi forse sarebbe il caso che si occupasse anche degli Shardana, i giganti di Monti Prama, qui nell'isola).

Cosa ha fatto nella realtà?

Li ha vestiti con un velo da sposa, perizoma e boa fucsia, non certo per gratificare la sinistra rossa o per concepire una immagine per il prossimo gay pride, semplicemente per fare imbestialire in stile Dandy e Andy, la soprintendenza di Reggio Calabria, che gli aveva permesso gli scatti, ma non la pubblicazione.

La sovrintendente, Simonetta Bonomi, in stile Calderoli, dopo avere dato il consenso allo scatto all'artista ha dichiarato: "Ha commesso una porcata nei miei confronti".

Qualcuno lo spiega alla sovrintendente, che se consenti a un artista contemporaneo di fare uno scatto, quello per forza è già pubblico?

Una volta ottenuto il permesso, dalla sovrintendenza di Reggio, per forza Gerald ha interpretato artisticamente i due bronzi, anche se, da docente vi dico che se a un esame di stato si interpreta dal vivo un classico in questa maniera, per forza si prende un direttissimo per la bocciatura, si palesa di fatto la non comprensione di ciò che si interpreta, ma Gerald è americano e per giunta allievo di Dandy Warhol, per cui se ne sbatte; i custodi lasciano in maniera vigile ed attenta fare, e le foto sono finite su tutti i tabloid nazionali e internazionali.

Pessima figura, per la nostra classica e rinomata mascolinità mediterranea, cavolo di statunitensi.

La sovrintendente aggiunge, sempre in stile leghista, ma si sa ogni mondo è paese, almeno in Italia, dove paese non si è mai stati, dichiara ancora: «Se lo rivedo lo prendo a calci adesso non escludo che il museo gli chieda i diritti e un risarcimento».

Per tutelarli e tutelarne l'immagine e la mascolinità, li dichiara sotto embargo, e in Padania all'Expò milanese non andranno più.

Detto questo, a Gerald, che onestamente prima di tutto ciò nessuno sapeva chi fosse, scrivo che trovo il suo lavoro orrorifico quanto le posizioni di Vendola, non basta ammucchiare due ghirlande spelacchiate su un albero di natale per fare la festa all'arte, tra l'altro l'omosessualità dei classici greci, era un costume sociale e culturale che mirava a escludere le donne dai simposi e dai giochi di potere, niente a che vedere con l'idea contemporanea che ricalca nell'ambito della coppia un modello etero e cristiano, poco guerriero, libertino e beota.

Chi sa, magari se dopo questo intervento, questo allievo trash di Warhol, verrà chiamato come Schettino, a tenere una lezione magistrale, presso una Accademia di Belle Arti, a raccontarci di Arte e omosessualità.

Mimmo Di Caterino

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