Pino Settanni. Il colore è luce

Pino Settanni. Il colore è luce

Si inaugura il giorno 23 aprile alle ore 17.30, presso la Pinacoteca Provinciale di Potenza la mostra “Pino Settanni. Il colore è luce”, a cura di Monique Gregory Settanni; la mostra è patrocinata dalla Provincia di Potenza e organizzata dalla Rebis Arte in collaborazione con il Museo della fotografia Pino Settanni di Matera e con l’ausilio del comitato scientifico composto da Sergio Buoncristiano, Fiorella Fiore e Giovanni Viceconte. Le 46 opere esposte in questa rassegna, illustrano alcune delle tematiche care al grande fotografo pugliese, scomparso nel 2010, al quale, da circa un anno, è dedicato il Museo Pino Settanni, aperto negli spazi di Palazzo Viceconte a Matera. Filo conduttore della mostra è la ricerca sulla luce, modulata attraverso un uso sapiente del mezzo tecnico e della resa coloristica, che l’artista ha sviluppato durante tutta la sua carriera, e che unisce le tre sezioni della mostra, dedicate rispettivamente ai Ritratti e ai Nudi che lo hanno reso celebre al grande pubblico, tra tutti quello di Mario Monicelli o di Marcello Mastroianni, ai Tarocchi, con l’esposizione di 20 opere, e all’Afghanistan, paese visitato a più riprese tra il 2002 e il 2005 a seguito dell’esercito italiano.

La mostra resterà aperta fino al 5 giugno 2016 con i seguenti orari:  9.30 - 13.30 / 16.00 - 18.30. Domenica 17.00 - 20.00 (eccetto 29 maggio). Chiusura domenica mattina e lunedì.

Info: 0971 444833; info@rebisarte.it; www.rebisarte.it                                                                                                                         

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Biografia

 

PINO SETTANNI, definito un pittore con la macchina fotografica, nasce a Grottaglie (Taranto) il 21 marzo 1949. Dal 1966 lavora all’acciaieria Italsider di Taranto. In quel periodo frequenta gli artisti della sua città ed inizia a coltivare e sviluppare il suo amore e il suo talento per la fotografia. In quegli anni inizia ad effettuare una serie straordinaria di fotografie nelle regioni del Sud Italia. Nel 1973 lascia il lavoro a Taranto e si trasferisce a Roma per seguire definitivamente la sua vocazione artistica. Nel 1975 conosce Monique Gregory, sua futura moglie, che possiede una galleria d’arte in via del Babuino e che lo introduce nel mondo degli artisti. In quello stesso anno pubblica un suo lavoro, Voligrammi, costituito da una serie di foto-grafie di gruppi di uccelli in volo in cui egli immagina e traccia innumerevoli linee di congiunzione che costruiscono precise figure geometriche per trovare, in un apparente e casuale disordine, un ordine ed un’armonia. Nel 1977 incontra il pittore Renato Guttuso, con il quale ha una profonda amicizia ed un lungo sodalizio artistico fino al 1983. In quel periodo realizza un interessante reportage per conto dell’Espresso sulla linea transiberiana in Siberia. Dopo un breve soggiorno a Parigi, nel 1987 si insedia definitivamente nel suo studio di via di Ripetta a Roma dove realizza una straordinaria serie di ritratti di personaggi famosi e lavori di creazione artistica tra cui i Segni dello Zodiaco, i Vizi Capitali, i Tarocchi, l’Alfabeto dei Francesi commissionato dalla maison europea della fotografia di Parigi. Sempre sospeso tra la fotografia e la pittura realizza, nel corso degli anni, straordinarie manipolazioni pittoriche su alcune sue fotografie, che egli definisce Archeologia del Futuro, a voler significare la meraviglia che ciò potrebbe suscitare al ritrovamento di queste opere in un futuro, lontano anche di secoli. In due successivi periodi realizza interessanti reportage su New York. Realizza tra il 1998 e il 2005, per conto dell’esercito italiano due importanti reportage sulle guerre che vedono le truppe italiane impegnate nei Balcani e in Afghanistan. Negli ultimi anni, affascinato dalle tecnologie digitali, elabora in modo assolutamente originale e creativo, le sue immagini fotografiche manipolando le forme in un’autentica esaltazione della luce dei colori. Elabora infine un mondo fantastico fatto di sirene e di un immaginario Mister Pop, un piccolo giocattolo di latta con una valigia, che in qualche modo simboleggia il suo peregrinare nel mondo reale e in quello suo personale fantastico. 

Fiorella Fiore

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