Photobomb: come cambiano i linguaggi dell'arte!

Bisognerebbe nel ricostruire l'attuale contesto di mercato netliberista, non dimenticare che quello che accade nel mondo web, è intrecciato con quanto avviene nel mondo politico globale, con i suoi rapporti di forza.
La regolazione del web quando è avvenuta? Come?
Il contesto politico, culturale, sociale ed economico dove tutto questo si materializzava, era un contesto netto, preciso, definito, dove non era per niente cool difendere il pubblico e il comune (l'arte come linguaggio? Nelle Accademie si parlava soltanto di come diventare professionisti del mercato attraverso il "sistema").
Gli anni novanta erano dal punto di vista normativo, dominati dagli interessi delle grandi corporation e delle loro associazioni di categoria.
Erano i lobbisti a stabilire relazioni dirette con i rappresentanti politici del bipolarismo statunitense; operavano su temi non conosciuti dalla massa ed i suoi rappresentanti.
Internet è divenuto oggetto di investimento economico, in giorni dove Bill Clinton dichiarava la politica in grado di indirizzare le sfere economico sociali e regolare le storture del mercato.
Adesso fermiamoci un attimo: i profitti di supermercati, fast food e grossi rivenditori negli Stati Uniti, che per sostenere il mercato offrono lavori malpagati e senza garanzie a 5,6 milioni di statunitensi, sono minori dei profitti della solo Apple, che da lavoro a solo 76000 persone.
La valutazione in borsa di Facebook è di 94 miliardi di dollari, tra sali e scendi e di dipendenti ne ha solo tremilaeduecento, questo per dire che l'idilliaco mondo della condivisione dell'informazione è lontanissimo dalla condivisione economica e dalla comprensione delle esigenze del consumatore.

L'illusione che sia tutto possibile e che non ci sia più distinguo di classe e di gesti e linguaggi artistici?

Passa per cose come il selfie e il photobomb, il termine tecnico che indica il riuscire a catturare sullo sfondo della forma di se, un personaggio o un monumento famoso e di cogliere l'attimo. 

Un esempio pratico su come  nell'era del selfie tutto appaia possibile?

Nell'impossibile ribaltamento dei ruoli che appare possibile attraverso l'immagine.

Si guardi la foto di Jayde Taylor, hockeysta australiana,  pubblicata sul proprio account Twitter, scattata ai Giochi del Commonwealth  a Glasgow.

L'atleta in posa con una compagna di squadra per un selfie di coppia, ignorando la materializzazione alle sue spalle dietro una rete a maglie larghe è spuntata la regina Elisabetta, divertita osservatrice armata di tradizionale cappellino regale.

Incredibilmente la regina diventa un secondo piano e uno sfondo photobombato, peccato che tutto questo, non sia frutto di anarco comunismo, ma di anarco liberismo 2.0.

Mimmo Di Caterino

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