Mostra "Graphisme"di Erick Centeno e Mariachiara Pozzi

"Graphisme" di Erick Centeno e Mariachiara Pozzi

S’inaugura sabato 6 maggio 2017 alle ore 17:00 nelle suggestive sale di Palazzo Stella a Genova, la mostra “Graphisme” di Erick Centeno e Mariachiara Pozzi a cura di Andrea Rossetti. La mostra resterà aperta fino al 17 maggio 2017 con orario 15:00 – 19:00 dal martedì al sabato.

 

Presentano personali specificità, ma anche un fondamentale comune denominatore molto evidente, costituito dalla pretesa che il loro segno grafico sia tanto forte da farsi strada da solo, capace di ottenere un pieno controllo sul foglio in carta. E per questo sono pronti a buttarsi a capofitto in un “eccesso di segno”, senza alcun salvagente. Mariachiara Pozzi ed Erick Centeno sono infatti due artisti che hanno maturato una certa abilità nel maneggiare il segno, e di conseguenza nel prevedere una sua sistematicità “dell'eccesso”. Ecco, probabilmente è proprio questo il vero fattore determinante e condiviso da due poetiche caratterialmente molto individuali.

La Pozzi ama la realtà, ma con altrettanta insistenza adora aggirarla selezionandone alcuni elementi a piacimento, e coinvolgendola in attività artistiche ad essa non direttamente appartenenti. Per far ciò usa l'incisione seguendo un eclettismo innato, attiva nell'applicarsi agli intagli diretti della xilografia per segnare l'andamento irregolare di semplicissimi tralci di vite, però quasi “de-naturalizzandone” totalmente la presenza, in modo da introdurre per essi una cardinale posizione astrattista. Alla stessa maniera la Pozzi si lascia coinvolgere dalle evoluzioni lineari dell'acquaforte, dove cerca - e trova, anche avvalendosi del rodato abbinamento con l'acquatinta - l'espressione di un pittoricismo puro, avvolgente, astratto e scevro di fraintendimenti estetici messi in gioco da superfluità iper-cromatiche.

Non troppo distanti le direttive Centeno, che interagendo col segno grafico tenta la strada di un plasticismo grafico spinto all'estroflessione. Di-segno, il giovane artista opera sull'interazione e moltiplicazione dimensionale di aritmici tratti matita/inchiostro; che minimi, violenti e rapidi si coagulano dall'interno, ingabbiando - più che riportando - istanti e personaggi iconici della contemporaneità in un figurativismo perfettamente “anomalo”. Nel quale, pertanto, l'intromissione di un segno aperto all'action painting non affiora come insidiosa metastasi informale, proiettando per converso l'opera di Centeno verso imprevedibili sviluppi futuri.

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