A Milano, presso la galleria Giovanni Bonelli, "IDIOTI", una mostra a cura di Francesco Lauretta

Per chi è a Milano in questi giorni c’è  una mostra idiota;  idiota come chi di noi si ostina nel caldo torrido della città a cercare di perdersi non in stanze condizionate, ma lungo le strade, a nutrirsi di scorci bollenti, di parole dense , di attimi unici pesanti e pensanti, a sondare la pratica idiota nella sua massima espressione: quella dell’arte.E Idioti è  l’inciso alla mostra ideata da Francesco Lauretta e in corso alla galleria Giovanni Bonelli fino al 29 luglio.Quattro gli artisti: Maurizio Cannavacciuolo, Fulvio Di Piazza, Francesco Lauretta, Marco Pace. - sono artisti dolci, cresciuti responsabilmente e in completa beatitudine in spazi del silenzio, della solitudine, quiete. – seguendo le parole di Lauretta. Che ancora chiarisce: - Per Deleuze essere un “idiota” significa semplicemente non sapere quello che tutti sanno o quanto meno non darlo per scontato, ad esempio tutti danno per ovvio cosa siano cose come il denaro, il pensiero o l'uomo, fino a quando qualcuno non ha il coraggio di dire che non lo sa e chiede: che cos'è l'uomo? Questa persona per Deleuze è il filosofo, ad esempio Socrate o Cartesio. L'idiota che non dà nulla per scontato, che non è qui per leggere la verità che contiene nella sua tasca, è forse una delle persone più rivoluzionarie di sempre… -

Negli spazi della Bonelli l’istallazione è di un equilibrio disarmante, scevro da sensazionalismi, rigoroso  e ci conduce immediatamente al senso, al silenzio chiaro di questa  pratica idiota - Si comprende il rallentamento come movimento contro l’Inferno dell’Uguale, la splendida resistenza eretica contro la violenza del consenso. Gli artisti pensati sono artisti dolci, cresciuti responsabilmente e in completa beatitudine in spazi del silenzio, della solitudine, quiete. La visione totale data dall’istallazione ci rende immediatamente il corpo pensato della mostra: un corpo vivo e unico, un corpo smeraldo fatto di molte facce brillanti. L’apertura è lasciata naturale alle letture, ai testi che ci vengono affidati come compagni; e scorrono da Coetzee a Toole, da Lispector a Krasznahorkai. Un magnifico ampio palcoscenico. Svolte sulle tre pareti principali le opere: Fratta Fratt di Marco Pace, Baro di Maurizio Cannavacciuolo, MantraMarx di Fulvio Di Piazza, Exstasisuca di Francesco Lauretta. Incisa, definita ognuna, dalla lieve scritta al neon; nessun’altra definizione di appartenenza: Idioti e la sua pratica è pensata come un’opera a sé – appunto- un corpo vivo e unico… A scandire lo spazio e stabilire il movimento di fruizione di ogni singolo contributo sono due pareti bicolore: accolgono quattro piccoli disegni, uno di ogni autore – splendido l’autoritratto idiota, furioso, di Francesco Lauretta - e i resti della performance  Noblesse oblige di Signati, che si è svolta la sera dell’inaugurazione.

E penso a Walser guardando questa mostra. “Io sono ancora sempre davanti alla porta della vita, busso e busso e tendo l’orecchio per sentire se viene qualcuno che voglia aprirmi il chiavistello. “; penso al suo sentirsi escluso, costantemente straniero, “separato dalla vita da un diaframma sottile”. Ritrovo qui le sue pagine, la lieve euforia, quasi uno stordimento da leggera ubriachezza che a volte è la chiave, il chiavistello aperto, per capire attraverso momenti di incomprensibile lucidità questo mondo. Passeggio lungamente in compagnia di questi Idioti, non ne perdo i segni, le immagini, le parole. Vagabondo con questo ritmo interiore che mi viene esposto, anzi, offerto.

“Lei non crederà assolutamente possibile che in una placida passeggiata del genere io m’imbatta in giganti, abbia l’onore di incontrare professori, visiti di passata librai e funzionari di banca, discorra con cantanti e con attrici, pranzi con signore intellettuali, vada per boschi, imposti lettere pericolose e mi azzuffi fieramente con sarti perfidi ed ironici. Eppure ciò può avvenire, e io credo che in realtà sia avvenuto. “ La passeggiata, Robert Walser

 

Idioti – a cura di Francesco Lauretta

Fino al 29 luglio

Galleria Giovanni Bonelli

Via Luigi Porro Lambertenghi 6, Milano

 

patti campani

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