Mauro Rescigno: Oltre il sistema dell'arte? A Napoli il nulla.

Mauro Rescigno: Oltre il sistema dell'arte? A Napoli il nulla.

Nato a Napoli nel 1975. Vive e lavora a Napoli

 

Mauro, nel tuo lavoro, ho sempre letto una volontà di ricostruzione di ambienti e situazioni sintetici, metafore della nostra realtà e di sguardo su questa, insomma una denuncia critica o mi sbaglio?

 

Si, infatti. Gli ambienti interni che costruisco sono completamente chiusi e glaciali, le strutture superficiali sono metalliche e speculari in cui si specchia un mondo distorto, l’uomo in questo contesto si mostra nella sua effimera identità.

Tutto questo è una metafora critica nei confronti della nostra società: fredda, contorta, senza uscite.

 

Andiamo oltre il contenuto, il tuo lavoro si muove su delle traiettorie di connessione e di confine tra i generi, installazioni ma non solo, Scultura ma non solo, Pittura fatta spazio ma non solo, anche Design; è una prerogativa di questo secolo giocare sulla connessione e non definizione completa dei generi?

Sicuramente lo è del tuo lavoro...

 

Credo che sia molto importante non identificare il proprio gesto creativo in un'unica modalità artistica, in questo modo si aprono mille possibilità di sperimentazione.

Tradurre il mio lavoro in vari linguaggi artistici, significa aprire la mente.

Sicuramente è anche una prerogativa di molti artisti contemporanei di successo, vedi koons, Hirst e tanti altri mostri sacri del sistema: l’arte è il frutto della mente che per esprimersi esige tutti i mezzi e i linguaggi a propria disposizione.

La nostra contemporaneità è fatta di molteplici linguaggi di comunicazione, attraverso vari mezzi, l’artista contemporaneo è il prodotto di questa struttura, non potrebbe mai esprimersi senza usare tutto questo materiale.

 

Ricordi l'albero sotto aria che avevi esposto nella Tavor Art Mobil?

Moltissimi mi hanno chiesto se si trattasse di erba naturale proibita, a malincuore dovevo rispondere che si trattava di un tuo lavoro che raccontava l'esatto opposto, il sintetico in un ambiente artificiale, se ti chiedessi in funzione di come ho visto reagire nei confronti del tuo lavoro, cosa pensi siano i limiti e le proibizioni per la ricerca artistica contemporanea nella realtà napoletana?

 

I limiti per la ricerca artistica in una città come Napoli sono diversi, ad esempio la mancanza di fondi e di volontà da parte delle istituzioni nel sostenerla, divulgarla e incoraggiare gli artisti a continuare nel proprio lavoro.

Oppure i termini e le modalità di ingresso nel sistema dell’arte, che a Napoli più che in altri posti, si rivelano estremamente selettive e restrittive, rendendo a volte tutto questo proibitivo.

La sempre più ridotta presenza di strutture e spazi alternativi, dove i termini di selezione non sono riconducibili necessariamente agli andamenti del mercato dell’arte ma alla qualità della ricerca.

Tutto questo rende limitante e in alcuni casi proibitivo il lavoro dell’artista contemporaneo non di successo a Napoli:

il sistema dell’arte e le istituzioni hanno la preclusione di essere gli unici organismi in grado di rilasciare il bollo di qualità all’artista, cosa assolutamente non vera.

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Mimmo Di Caterino

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