IN\VISIBLE CITIES FESTIVAL: L’ARTE DIGITALE TRASFORMA LA CITTÀ

Il festival internazionale di multimedialità urbana al via dal 3 al 7 giugno tra Gorizia, Trieste, Nova Gorica e Miren, mette a confronto artisti emergenti, professionisti e collettivi di tutta Europa.

Esplorare i legami fra città visibili e invisibili, attraverso l’arte multimediale in tutte le sue declinazioni. È questo il concept della prima edizione di In\Visible Cities Urban Multimedia Festival – promosso dall’associazione Quarantasettezeroquattro in collaborazione con tredici partner internazionali – che dal 3 al 7 giugno propone a Gorizia, ma anche a Trieste, Nova Gorica e Miren-Costanjevica circa sessanta eventi tra workshop, installazioni artistiche, live performance, incontri e spettacoli.

Il programma si articola intorno all’idea che sta alla base del festival, riassunta nell’hashtag #multimedialitàurbana che accompagnerà queste giornate: l’arte unita alla tecnologia può essere uno straordinario strumento per valorizzare e riscoprire gli spazi urbani.

Vero tratto distintivo e innovativo di In\Visible Cities sono le ventiquattro installazioni multimediali e interattive realizzate da artisti emergenti, professionisti e collettivi di tutta Europa chiamati a compiere un processo di rilettura e trasformazione della città. Tutte le installazioni artistiche saranno aperte al pubblico a partire da mercoledì 3 giugno in diversi spazi della città. Alcuni di questi lavori saranno poi presentati in cinque location europee durante gli spin-off internazionali del Festival: Londra (UK), Nimega (NL), Lubiana (SI), Capodistria (SI), Pola (HR): virtuoso esempio di scambio culturale di respiro europeo e cifra caratteristica dell’iniziativa.

In\Visible Cities inaugura ufficialmente mercoledì 3 giugno alle 21.00 con la cerimonia d’apertura seguita da uno spettacolo sull’insensatezza della guerra, rappresentato dalla vicenda artistica e umana di Nora Gregor, al centro di questo progetto prodotto dallo Slovensko Mladinsko Gledališce di Ljubljana, lo Slovensko Narodno Gledališce di Nova Gorica, lo Schauspielhaus di Graz e il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, scritto da Neda R. Bric. Alle 22.30, a Trieste, Carnival Paper Mache: un’immersione negli archivi di famiglia di Home Movies che, in una performance di live cinema, rivela un mondo sommerso e allucinatorio, dove la presenza umana è soffocata da titani e demoni di cartapesta immortalati al Carnevale di Viareggio dal 1956 al 1967 e rimontate da Mirco Santi, Francesco Serra, Salvo Ridolfo e Michele Giovannini. Su queste suggestive immagini che riemergono dal passato ha lavorato ad una riscrittura live il gruppo musicale In Zaire.

Venerdì 5 giugno alle 21.30, nella suggestiva piazza della Transalpina Teho Teardo e il collettivo Karmachina daranno vita a uno degli spettacoli più attesi di In\Visible Cities Festival: A heap of Broken Images, una spettacolare video-mapping-opera sulla Grande Guerra e su Gorizia, creata per In\Visible Cities: otto quadri per musica, video e voce recitante ideati a partire dai diari e dalle cronache di quei terribili anni (venerdì 5 giugno, 21.30, piazza della Transalpina). Ad apparire sull’enorme facciata della stazione di frontiera per eccellenza, saranno le suggestive immagini del conflitto conservate dalla Cineteca del Friuli, dall’Archivio Nazionale del Film di Famiglia e da tanti archivi fotografici locali e nazionali.

La compagnia Arearea, invece, propone Ruedis_ruote di confine, per danzare la Grande Guerra in un coinvolgente spettacolo itinerante articolato in quattro scene che il pubblico seguirà spostandosi attraverso le vie del centro di Gorizia (domenica 7 giugno, 18.30).

Un’altra esclusiva del festival è la presentazione dell’EP – Habemus Baco – che I Bachi da Pietra hanno realizzato per il loro decennale, accompagnato da “Memoria e desiderio” di Fatima Bianchi e Paolo Ranieri: storie visive realizzate utilizzando i filmati degli archivi di famiglia di Home Movies e ispirate alle canzoni del gruppo (giovedì 4 maggio alle 23.00 in piazza Vittoria, Gorizia).

In\Visible Cities è anche formazione, come dimostrano i numerosi workshop e gli incontri tenuti da docenti, professionisti  e specialisti dei settori caratteristici del festival: dalle Smart City ai social network, dall’urbanistica all’arte, ai linguaggi multimediali per valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico.

IL PROGRAMMA COMPLETO SU www.invisiblecities.eu 

Laura Pizzini

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