Il secolo dell'artista dalla localizzazione veloce.

Il lavoro e la vita sociale dell'artista che vive questo secolo, dipenderà in misura sempre crescente dall'uso dei media elettronici, l'artista che si orienterà e riuscirà a spostare l'attenzione sul suo lavoro attraverso processi on line, sarà prezioso come lavoratore, ma anche come amico e collega.
Il linguaggio dell'arte di questo secolo è predestinato a dipendere dalla connettività, non si può tornare indietro e i processi dei linguaggi dell'arte è complicato che riescano a trovare la calma e la concettualizzazione serena dei secoli passati.
Un pericolo in questo dilagante processo di mercato è proprio nell'ottimizzare la propria professionalità nel nome del multitasking, la causa effetto dei processi linguistici dell'arte, nel nome della velocità non favoriscono la creatività, l'inventiva e la produttività.
In altre parole questo nuovo sistema dell'arte in via di rappresentazione, non è detto favorisca realmente la libertà di ricerca e espressione linguistica di un artista e della sua comunità, il multitasking fatica molto a personalizzare un problema, è per sua struttura non deliberante e spinge verso il "copia e incolla" d'idee e soluzioni linguistiche, ma l'arte e il processo creativo non sono invece fondati sulla contestazione critica in forma originale?
Il multitasking specializza l'artista ad agire sulla superficie delle cose, a cercare di essere ovunque senza essere caratterizzanti in nessun luogo.
Il pericolo è che la creatività e i processi dell'arte, vengano assorbiti completamente dall'imbuto del web e della rete.
Nel corpo dell'artista di questo secolo, delle funzioni mentali stanno perdendo le loro "zone occupate", sono quelle che presiedevano da secoli il processo calmo e lineare del fare, stanno lasciando il posto alla localizzazione veloce,
alla classificazione frammentaria e disparata, si adattano a farci conservare una traiettoria mentale bombardati da stimoli e informazioni superflue sul pettegolezzo elevato a linguaggio dell'arte.
L'artista popolare sembra destinato a diventare simile a una nuova tecnologia intellettuale.
Il web proietta l'artista istantaneamente in un flusso d'informazioni che lo rende parte attiva in una qualsiasi storia indotta dal marketing globale, all'interno di questo movimento seleziona quello che soddisfa i suoi bisogni immediati, ma tutto questo, inevitabilmente allontana dal conoscere e sondare in profondità le proprie potenzialità e di elevarsi a risultante mentale di tutta la sua ricchezza connettiva, la sua intelligenza sarà sempre più collettiva e meno individuale.

Mimmo Di Caterino

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