Guido Rapetti - Emozioni di Liguria

S’inaugura sabato 25 marzo 2017 alle ore 17:00 nelle suggestive sale di Palazzo Stella a Genova, la mostra personale “Emozioni di Liguria” di Guido Rapetti a cura di Mario Napoli. La mostra resterà aperta fino al 5 aprile 2017 con orario 15:00 – 19:00 dal martedì al sabato.

 

Se - come amava dire Michelangelo Buonarroti - «si dipinge con il cervello, e non con le mani», l'effettività più rilevante in una personale di Guido Rapetti non può esser ricondotta all'opera in sé, in quanto fine creativo. Al contrario è quanto esiste prima di essa, in precedenza, è l'interazione unica maturata nel tempo dall'artista con la sua Liguria e che non comprende solo la condivisione descrittiva di luoghi e momenti significativi, ma soprattutto la fondamentale decodifica delle sue endemie territoriali attraverso un uso avveduto dell'olio su tela; tecnica che per l'artista rappresenta la pittura per eccellenza, fin dai suoi primi approcci da autodidatta. Ciò premesso non ci si deve inerpicare tra affrettate considerazioni, Rapetti non può essere considerato un semplice paesaggista, e propriamente poiché il suo rapporto col paesaggio stesso è molto più invischiante e complesso per poterlo definire a tutti gli effetti tale.

Rapetti è coinvolto, e questo suo coinvolgimento risulta determinante nel conferire immagine ad un sistema di sublimazioni pittoriche, di inquietudini rapprese che si fanno determinanti nel sostentamento di una personale esegesi espressionista. Perché è evidente come nei lavori di Rapetti il concetto proprio di “espressionismo” sia ripartito da zero, ipotecando al suo interno momenti culminanti di un'arrovellata verticalità alla Paul Cézanne in accordo all'eccedere - quasi “fisico” - di cromatismi più tendenzialmente fauve, con un occhio particolare ai risultati ottenuti in tal senso dal conterraneo Rubaldo Merello. Un espressionismo cresciuto quindi seguendo coordinate idonee ai propri bisogni.

Protagonista e propagatore di istanti vissuti, Rapetti è l'incantatore di sguardi persi in mezzo a cieli frastagliati; di menti concentrate su un sole riproposto come scomposizione circolare, dove la carica della sua energia luminosa sembra potenzialmente pronta a mescolarsi col cinetismo della pennellata rapettiana, spesso abituata a posizioni tecnicamente divisioniste. (Testo critico a cura di Andrea Rossetti)

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