Giovanna Comandè - Giòco

S’inaugura sabato 14 gennaio 2017 alle ore 17:00 nelle suggestive sale di Palazzo Stella a Genova, la mostra personale “Giòco” di Giovanna Comandè a cura di Flavia Motolese. La mostra resterà aperta fino al 28 gennaio 2017 con orario 15:00 – 19:00 dal martedì al sabato.

 

In quest’epoca di sovraesposizione mediatica, di riproduzione e fruizione veloci delle immagini, influenzata dalla facilità di accesso e dalle infinite possibilità che la tecnologia permette, Giovanna Comandè ci riporta ad una concezione ludica della produzione artistica, intesa nella sua molteplicità di sfaccettature.

Il suo vulcanico approccio all’arte, che le permette di cogliere le potenzialità espressive in ogni aspetto della realtà, si concretizza in una continua  sperimentazione tecnica, passando dal disegno, alla fotografia oppure all’elaborazione digitale. Quest’ultimo procedimento è il più utilizzato, non solo per l’immediatezza con cui trasforma l’intuizione subitanea in un’opera oggettiva, ma soprattutto perché consente di apportare interventi successivi ad opere plastiche o fotografiche realizzate in precedenza. I colori saturi, gli interventi pittorici e le distorsioni cromatiche determinano la potenza visiva dell’immagine, spiazzando lo spettatore e facendolo immedesimare nella poetica dell’artista: una gioiosa visionarietà che ribalta il senso di ogni cosa e insegue una comunicazione libera che ironizzi sugli oggetti della vita quotidiana o sulle forme codificate della società odierna.

Raccogliendo l’eredità di uno dei più grandi esponenti della Pop Art, Andy Warhol, che anticipando i profondi mutamenti della società contemporanea, capisce che l’arte doveva cominciare a relazionarsi quotidianamente con il sistema dei mass-media, delle merci e del consumo, Giovanna Comandè dona dignità artistica ad oggetti comuni e di scarso valore tolti dal loro contesto naturale.

L’opera diventa sintesi di esperienze e di linguaggi espressivi differenti in grado di rileggere la nostra identità e di farci percepire il flusso di incessanti mutamenti cognitivi che ci influenza. Anche l’utilizzo frequente della sua stessa figura sembra sdrammatizzare l’importanza che attribuiamo alla percezione di noi stessi e all’appartenenza a canoni estetici codificati nell’era delle immagini “liquide”.

Giovanna Comandè

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