Fedez? Un artista "disobbediente" di questo secolo.

Fedez? Un artista "disobbediente" di questo secolo.

I miei anni novanta, sono stati anni di utopia e politica che in sincronia si facevano linguaggio dell'arte.

Poi si è passati da Indymedia a Facebook e i movimenti sono diventati sempre più una applicazione in comune.

Da quarantunenne, ho sempre visto l'aspetto politico del hip hop come radio dei movimenti, sempre più deteriorarsi, ma qualche mio coetaneo della scena milanese è stato più veloce nel capire la mutazione in corso, J-AX qualche anno fa tra Pisapia e Moratti, sosteneva apertamente a Milano il candidato cinquestelle e lui come artista nasce con Leoncavallo.

Per cui vedere un Jovanotti che offre da un ventennio sostegno incondizionato al PD, come Guttuso sosteneva il partito comunista, mi è sempre parso illuminante per capire che i movimenti da seguire non erano in quella direzione.

In questi giorni mi ha piacevolmente sorpreso l'impegno politico di Fedez, che fino a qualche mese fa, liquidavo come fenomeno d'immagine mediatica d'ultima generazione (alla Moreno di Amici per intenderci); con un suo brano è riuscito a fare più lui in dieci giorni attraverso la sua viralità mediatica che rimbalza anche attraverso MTV che Nichi Vendola e Bertinotti con i loro monologhi da intellettuali da salotto; un suo pezzo virale a sostegno del movimento cinque stelle è riuscito a smuovere il PD Renziano (e perché no, anche Santoriano) fino a farlo andare a bussare alla porta di SKY a chiedere di conto sul dirottamento di voti che Fedez farebbe passare, attraverso il suo ruolo di giurato nel talent show.

Eppure era lo stesso PD a difendere Santoro, quando si parlava di "uso criminoso della televisione pubblica", mi sbaglio?

Nel caso dell'editto bulgaro, si trattava tv pagata effettivamente dai contribuenti, e di trasmissioni che facevano informazione pubblica.
Ma Sky non è il libero mercato privato che aiuta a svecchiare anche la politica italica?

Reazionario il PD Renziano quanto il PDL di Silvio Berlusconi, ma molto, molto, molto, molto più grottesco.

I cinque stelle, nel loro essere un movimento dettato da una applicazione, stanno intimorendo il palazzo romano,  la loro idea di demolire Roma attraverso il voto e costruire dal basso, pietra per pietra localmente, è qualcosa di mai visto nella storia non solo della nostra nazione.

Fedez, ha un merito storico, essermi riuscito a fare capire che non tutto l'hip hop d'ultima generazione è da cestinare nel nome dell'individualismo e del mercato, l'hip hop è ancora una radio politica, che ci proietta nel mondo che verrà, proprio come lo è stato per la mia generazione negli anni novanta.

Un ragazzetto, un ragazzetto per il quale si mobilitano gli sgherri del Pd, deve far riflettere su cosa sia la politica oggi, sul fatto che la metà della popolazione non vada a votare, anche perchè esistono delle leggi elettorali fatte ad arte, che lo rendono inutile. 

Di seguito riporto la vicenda raccontata da Fedez, attraverso il suo profilo Facebook.

 

Profilo Facebook di Fedez, 8 Ottobre 2014

 

Oggi (l’onorevole) Stefano Pedica ha avuto l’ardire di accusarmi di Vilipendio per il testo di “Non sono Partito”; mi viene proprio da ridere.
Tralasciando il fatto che il reato di Vilipendio implica un’offesa e che gli unici a sentirsi offesi dalle istituzioni sono i cittadini, mi chiedo come il fatto di augurarsi che il CAPO DELLO STATO si presenti SPONTANEAMENTE a deporre su una questione così delicata come la trattativa Stato-Mafia possa essere considerato un reato.

A meno che non si ripristini la censura e tutto ciò che non è allineato con il potere venga etichettato come diffamatorio.
Ma il punto è un altro, ed è che la nostra classe politica sembra più concentrata a fare interrogazioni parlamentari su una partita di calcio e a condannare i testi di un “rapper” piuttosto che dedicarsi ad analizzare i veri problemi del paese.

Non sono intimidito, si è solo passati dal metodo “Boffo” al metodo “Goffo”.

Venendo al pezzo in questione, vorrei precisare alcune cose:
Ho deciso di espormi in prima persona e di metterci la faccia non certo per fare propaganda politica, semplicemente credo fortemente nel concetto di “Cittadinanza Attiva” e scrivendo canzoni di professione, penso che questo sia il modo migliore per dare il mio contributo.
Non voglio orientare le scelte politiche del mio pubblico e non ho la pretesa di essere nel giusto, ho semplicemente scritto quello che penso.
In un momento per me di grande visibilità mediatica l’ultima cosa di cui avevo bisogno era espormi politicamente, con tutti gli attacchi e le conseguenze che ne sarebbero potute derivare.
E’ vero, non è stata una mossa furba, ma oggi più che mai sono orgoglioso di non far parte della cosiddetta ITALIA DEI FURBI.

 

 

Profilo Facebook di Fedez, 9 Ottobre:

 

Apprendo ora che due esponenti del PD hanno fatto esplicita richiesta a SKY di prendere posizione riguardo al mio ruolo e alla mia presenza nel programma di X Factor per aver espresso un'opinione politica al di FUORI da tale contesto.
Io non sono a X Factor per fare propaganda e mai l'ho fatta, ma da cittadino ho le mie idee politiche e non ho nessun motivo per tenerle nascoste, il fatto che per averle espresse si chieda la mia testa ci riporta indietro di 60 anni alla censura e al fascismo.
Buona notte a tutti.

Mimmo Di Caterino

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