Cirillo Salvatore: la superficie dell'arte nel tempo dei social network.

Cirillo Salvatore, è un artista che vive e lavora tra Castel Volturno (Ce), Napoli e Sora.

 

Cirillo Salvatore: la superficie dell'arte nel tempo dei social network.

I tuoi lavori giocano molto sulla decoratività modulare e sulla specularità geometrica, nel contempo hanno anche un forte contenuto, come bilanci le due cose? Contenuto e superficie.

Attraverso la tecnica, sfruttando le qualita' della linea che dalla dimensione cognitivo concettuale (insieme di punti infiniti) si riversa nella materia superficie, creando combinazioni infinite (dove non affronto un tema e compongo  disegnando "il pensiero ").

L'idea della decorazione, della reiterazione modulare e dell'horror vacui come matrice di "n" combinazioni varianti e variabili, bene si sposa con l'estetica bidimensionale di questo secolo digitale, quanto social media e applicazioni hanno influito nel determinare il tuo linguaggio artistico?

I media contemporanei hanno influito in maniera determinante,  le composizioni a 360° risalgono all'inizio di questo secolo, dal 2013 ho sperimentato programmi basilari digitali fondendoli con il tipo di disegno che producevo.
Chi lavora con il visivo, sta vivendo una vera epoca d'oro, internet annienta lo spazio tempo delle percezioni visive a lui precedente, crea attrito fra i vari linguaggi dell'arte in senso classico.
I social media, hanno influito.quotidianamente mi connetto con oltre 1600 gruppi d'Arte nel mondo.
Internet da la possibilità di entrare nello specifico in qualsiasi campo, se si è fortemente motivati e quindi porta al confronto linguistico perpetuo, continuo, frenetico.
Banalmente, se in questo momento ho la possibilità d'esprimere questi pensieri è grazie a internet.
Internet è uno spazio alternativo, le speculazioni visive che produco in teoria viaggiano nel cyberspazio che diviene.
Secondo me c'è dell' Arte visiva fruibile e godibile esclusivamente tramite internet, tipologie d'arte realizzabili e fruibili solo in quello spazio.          

Il fatto che nella tua cifra stilistica, ci sia un richiamo a culture visive non occidentali e "primitive" ti crea delle difficoltà in contesti linguistici viziati da valori di mercato, estetismi Accademici e fotografie pubblicitarie imperanti?

Non produco qualcosa "per occhi addomesticati",   produco qualcosa buona per chi ha occhio, impensabile fino a qualche anno fa..., internet e' stato fondamentale.
Produrre forme "alternative" incuriosisce, una volta "sdoganato" sarebbe bello se si riuscisse a avvicinare anche non addetti ai lavori a un tipo di Arte ragionata e ricercata, che non cerca sensazionalismi ma pura evoluzione estetica.
Nei social, le masse accettano il già accettato da un gia numero considerevole d'individui,  dinamica concepita esclusivamente per scopi di mercato attraverso l'esercizio dei poteri mediatici, oggi  che l'alta finanza è in crisi, che i mezzi tecnico-mediatici sono alla portata di tutti, il concetto di massa critica, dovrebbe essere raggiunto a scopi culturali in modo tale da rimettere in moto tanti cervelli atrofizzati.
Certo siamo ancora lontani, almeno in Italia, siamo un popolo che si lamenta, fortemente assuefatto da modelli preconcetti (anche visivi), tanto da far pensare che le persone sono "libere " di essere schiavi, di non pensare, in giro c'è la convinzione comune (lo si percepisce anche nelle scuole d'arte), che pensare è qualcosa di palloso e impegnativo,  in realtà è l'unica arma che si ha per inseguire una utopica tensione verso la libertà dai condizionamenti.

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Mimmo Di Caterino

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