Ciao Vincenzo Bergamene, grazie per averci condotto fin qui.

Ciao Vincenzo Bergamene, grazie per averci condotto fin qui.

 

Gli artisti contemporanei, sono nettamente diversi da quelli del secolo scorso, hanno altri strumenti, macchine e mezzi d'informazione, i media digitali hanno permesso la crescita qualitativa del loro ruolo, in termini di potere e influenza.
Cosa vuole dire realmente generazione di artisti contemporanei? Nella storia dell'umanità, una generazione biologica è il lasso di tempo che intercorre tra una persona al momento in cui diventa (o potrebbe diventare) genitore.

Erroneamente negli ultimi secoli le generazioni si sono lette seguendo il flusso della storia, nella storia dell'arte seguendo il flusso del trend del mercato dell'arte, oggi tutto questo non è più, non può esserlo più, le generazioni d'artisti saranno lette e definite sulla base delle tecnologie dominanti, la lunghezza di una generazione dipenderà dalla longevità di una particolare innovazione e applicazione tecnologica.

Questo per introdurre la scomparsa, di un Maestro d'Accademia, un Maestro del secolo passato che sapeva convivere con critiche e contestazioni, sapeva farne dialettica e linguaggio, uno dei pochi che negli anni novanta, all'interno dell'Accademia di Belle Arti di Napoli sapeva comprendere, giustificare e difendere il lavoro del laboratorio "Mario pesce a fore" che con l'Accademia di Belle Arti qualche conto in sospeso l'aveva.

Venerdi 11 Luglio si è spento Vincenzo Bergamene, lo leggo nel profilo facebook di Marinella Senatore (proveniamo dalla stessa Accademia di Belle Arti, di lei ho scritto di recente in occasione del suo premio al Maxxi di Roma).

Marinella lo saluta in maniera poetica e romantica:

"Ti ho amato tantissimo, sei stato energia e vita per me, RIP maestro mio.

Ti dedico tutto quello che sta accadendo e che accadrà, cose in cui solo tu credevi quando io, ragazzina, insicura, non sapevo nemmeno chi ero, onoro la tua memoria amico mio, che dolore immenso".

Riporto anche quello che scrive Mario Franco, suo collega e docente di Teorie e tecnica dei mass media, mio e di tutti gli studenti (oggi artisti) della mia generazione che con il loro aiuto, hanno cominciato a confrontarsi con i linguaggi dell'arte:

 

"Si è spento venerdì 11Luglio,  Vincenzo Bergamene, dopo un lungo periodo durante il quale solo la sua forza di volontà ed il suo estro creativo avevano combattuto un male incurabile e sempre più invasivo.

Bergamene è stato un protagonista della scena artistica napoletana.

Tutti abbiamo visto i suoi manifesti (quelli di Futuro Remoto o del Museo Nitsch) o ammirato i cataloghi da lui impaginati, come quelli, memorabili per il Living Theatre, per Gianni Pisani, per Luca Patella.

In molti lavori si era stabilito una sodale e proficua collaborazione con Fabio Donato.

Da qualche anno, Bergamene, docente di Design presso l'Accademia di Belle Arti, aveva ideato e coordinato un affollato corso di Grafic Design, contribuendo al rinnovamento e alla modernizzazione dell’Accademia napoletana.

Allievo di Luca (Luigi Castellano), Bergamene esordì come artista visivo, prima d'essere assorbito dal suo mestiere di grafico e dai suoi impegni di docente.

Un ruolo rilevante nell'estetica del design dal quale Bergamene proviene, hanno avuto le opere di Mendini, e l’avanguardismo austriaco, nato dalla collaborazione con Nitsch e con la Fondazione Morra.

Il suo carattere socievole e la passione che metteva in tutte le sue iniziative gli hanno procurato un ampio e vario ventaglio di amici, che ora lo ricordano con dolore ed affetto".

Mario Franco

Entriamo in un nuovo secolo e non possiamo che ringraziare la generazione del secolo passato, in particolar modo il suo lato culturale e di ricerca, patrimonio indispensabile per affrontare le sfide immense che questo secolo ci consegna, ciao Vincenzo, anche da parte mia.

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Mimmo Di Caterino

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