Banksy a Roma? A ridatece i Maddonari!

Proliferano in questi giorni dei Banksy Romani:

il progetto Banksy non mi ha mai entusiasmato, l'idea dell'anonimato che si fa linguaggio dell'arte globalizzato, fino a diventare bene di mercato, battuto e quotatao dalle case d'aste internazionali, mi sembra quanto più conservatore è possibile.
In fondo il capitalismo cosa è?

Proprio l'assenza dell'individuo con cui prendersela fisicamente, questo rende il progetto Banksy incriticabile e questo ne sentenzia il valore di mercato assoluto.
Il linguaggio di Banksy è un linguaggio che nasce già globale e come il capitalismo, trova più luoghi in grado di ospitarlo, in maniera opportunista si adatta velocemente a tutte le situazioni e tutti i contesti sociali e politici.

Si svuotano e falliscono le programmazioni dei musei?
Marino è criticato?

Arriva Banksy, poco conta se sia o meno un fake, per quanto mi riguarda lo stesso Banksy è un subdolo fake di mercato che crea in automatico consenso.
Alla portata di tutti, comprensibile da tutti, estetica che muove dall'informazione di massa piuttosto che da una sua reale critica, un poco come le campagne pubblicitarie di Oliviero Toscani, mai critico verso il sistema dell'arte che anzi esporta fuori dalle gallerie, è un linguaggio dell'arte questo?

Dove è il reale scambio linguistico se anche i suoi fake lo imitano alla perfezione localizzandolo e delocalizzando la loro ricerca e il loro lavoro possibile?
Questa riflessione perché In un nuovo sito cominciano ad apparire, le foto dei nuovi murales firmati Bansky a Roma.
Il sito è copiato, nella grafica e in parte dei contenuti, da quello "ufficiale" del più noto street-artist mondiale.

Si sostiene che dopo le scorribande di New York, dove lo street artist di Bristol ha passato più di un mese, riuscendo sempre a non essere catturato dagli agenti si sia spostato a Roma, perché "se New York è la mela del mondo, Roma è il suo ombelico".
Vero Banksy o fake?

Ribadisco non mi interessa molto questa idea del linguaggio dell'arte che per attirare l'attenzione dei media si conforma, mi sembra un modo per limitare la ricerca dello stile e sacrificarlo alla notizia.
Posso aggiungere una opinione personale?

Lo stile Banksy non mi ha mai entusiasmato e già a Nuova York ho trovato la sua operazione gratuita e fuori luogo, a Roma il risultato è anche peggiore (vero o finto che sia), lasciamo Roma agli street artisti Romani.

Detto questo, il sito del Banksy Romano è questo: http://www.banksystreet.net/out.html

Il sito del Banksy di Bristol è quest'altro: http://banksy.co.uk/out.asp
Ditemi voi se non ho ragione a dire che siamo sempre più omologati nel linguaggio?

Ultima parentesi, che Papa Bergoglio sia il pontefice più ritratto dagli street artisti che nascono nella storia del mercato dell'arte della seconda metà del secolo passato come "disobbedienti", non potrebbe farci pensare, anche attraverso questo Banksy Romano, che molti street artisti contemporanei, non sono in grado nella realtà, di viaggiare oltre la soglia dell'Accademismo un poco ingenuo che in tempi passati era proprio dei Madonnari?

Già che ci sono, vi posto un video della Tavor Art Mobil, nella quale abbiamo anche ospitato il lavoro e la ricerca di un anonimo artista pugliese di nome Lino Banksy, che sia lo stesso Bansky romano?

Mimmo Di Caterino