Antonello Roggio: Il ritorno alle origini è l’evoluzione!

Antonello Roggio: Il ritorno alle origini è l’evoluzione!

 

Antonello partiamo dalla tua pittura, figurativa, realistica, ma con una tensione espressiva e gestuale nell’uso del colore, cosa determina questo uso gestuale, rapido e nevrotico quando ti relazioni a una superficie?

Per me la superficie è la materia stessa del corpo che io dipingo.

La pelle, l’epicarpo, quel confine che isola l’io interiore dall’ ego esteriore.

Le lacrime le colature pittoriche le forti pennellate non sono altro che emozioni situazioni interne che esplodono verso l’esterno e trasformano il volto, il corpo in un palcoscenico di eventi dando forma a fenomeni che altrimenti sarebbero effimeri, come per esempio il tempo che passa.

 

Nella tua prima produzione pittorica centrale era il corpo umano (spesso il tuo), ultimamente stai rivolgendo la tua attenzione a scimmie e primati, metafora o ritorno alle origini?

Il punto centrale della mia pittura è sempre stato l’essere umano.

Anche le scimmie, che non sono l’ultimo tratto di strada della mia ricerca, hanno molto a che fare con quello che è il genere umano.

Un passaggio intermedio che poi ha dato origine al mio ultimo lavoro intitolato Post Animal Human, in cui ho dipinto una serie di ibridi bambini.

Metafora, ritorno alle origini o una violenta evoluzione?

Credo che una cosa non escluda l’altra.

Quanto è complicato per un artista isolano cercare e autodeterminare i propri stimoli creativi?

Ti chiedo questo perché vivo da quindici anni sull’isola con la sensazione che le istituzioni siano poco attente alla reale promozione, diffusione e valorizzazione degli artisti che vivono e abitano l’isola, mi sbaglio?

Non so se il problema siano le istituzioni isolane o se siano gli artisti stessi a sbagliare nell’attendere che qualcuno si accorga di loro.

Non sono nemmeno sicuro che il problema sia solo isolano.

Credo che tutto mondo è paese.

Un artista dev’essere prima di tutto un bravo promotore di se stesso, e questo avviene attraverso il suo lavoro.

Credere nel proprio lavoro è già un passo avanti, e essere in grado di confezionare un lavoro serio e intellettuale e ben fatto sia un bel biglietto da visita.

Voglio solo permettermi di fare una correzione alla tua domanda.

Mi parli di istituzioni che non hanno interesse per gli artisti isolani.

Io ti dico che per alcuni artisti isolani ne hanno anche troppa attenzione.

Mimmo Di Caterino

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