Angelo Brescianini: A FERRO E... FUOCO

a cura di Antonio Falbo

Lattuada Studio, Milano

 

Inaugurazione giovedì 3 dicembre 2015 alle ore 19.00

Mostra 4 dicembre 2015 - 13 febbraio 2016

 

Lo straordinario percorso creativo di Angelo Brescianini, viene a concretizzarsi in una selezione di circa 35 opere appositamente realizzate per questa personale milanese, dopo aver messo "A ferro e... Fuoco" le sale del MAON (museo d'Arte dell'Otto e Novecento) di Rende(CS). "L'artista pistolero", con il suo singolare e inedito linguaggio continua a incuriosire ed affascinare i collezionisti di tutto il mondo. Nei prossimi mesi, l'artista sarà il protagonista di una serie di mostre in prestigiose gallerie a Londra, negli USA, Corea e Emirati Arabi.

Angelo Brescianini ha voluto curare, per ogni mostra, gli allestimenti creando percorsi caratterizzati da una trama fitta e, nel contempo, impalpabile sfuggendo perentoriamente da strutture coercitive e conservatrici. Ed è proprio in questi percorsi interiori che lo spettatore si proietta, e rimane intrappolato, inconsapevolmente nelle superfici specchianti ritmate dei suoi acciai e nelle opere monocrome che convergono in fasci di bagnature minimaliste.

Forse una rivisitazione? O un perfetto dialogo con la creazione di un viaggio interiore dove si intrecciano atmosfere evocative, surreali imperdibili.

Ed è proprio in questo percorso espositivo fatto di grandi superfici che l'artista sente l'esigenza di generare un ingegnoso gioco di metafore che coinvolgono emotivamente lo spettatore. Le sue "sculture", come l'artista ama definire le sue opere, modulate e ritmate da una successione di spari, danno origine, con la disposizione negativo-positivo, a trasognanti e astratti ologrammi che si interrompono per poi riprendere. La mostra, senza lasciare spazio a visioni utopistiche, suggerisce interrogativi ricorrenti universali ai confini del mondo. Brescianini ha intensificato  la sua ricerca in una produzione che trascende gli ambiti dell'arte per farla divenire esplorazione filosofica che si traduce in ricerca razionale. L'identità di un artista che si confronta giorno dopo giorno con impegno critico e autocritico tanto da coinvolgere e conquistare le nuove generazioni. Com'era successo per le avanguardie storiche che avevano ispirato la totalità delle culture, con la rottura di schemi e tecniche, Angelo Brescianini diviene, con le sue provocazioni balistiche, l'artista che precorre il futuro. Oggi nel suo lavoro tutto si tinge di pigmenti acidi o di superfici speculari dove invita il fruitore a liberarsi di canoni estetici sinora indelebili. "Non ho bisogno di luci per illuminare le mie opere, basta la luce radente che si genera dall'ambiente; le mie bugnature le ho create per intrappolare qualsiasi fonte luminosa, anche quella di una candela".
Il suo modus-operandi può contribuire a trasformare l'uso dei proiettili capaci di incapsulare e non ferire la lastra di acciaio accarezzandola come fosse fragilissima porcellana. È il risultato che trasforma le impronte delle pallottole in perle o medaglioni di giada.

 

Angelo Brescianini è nato nel 1948, a Pallazzolo sull'Oglio in provincia di Brescia, dove vive e opera. Esordisce nel 1968 alla Biennale di Padova, con dei lavori legati ad una ricerca informale che porterà avanti per qualche tempo prima di abbandonare definitivamente. A partire dagli anni ‘70, infatti, realizza le sue prime sculture. Si tratta di lavori in legno a cui aggiunge dei meccanismi capaci di rendere mobili le strutture compositive dell’opera. Nel decennio fra la metà degli anni Ottanta e Novanta, continua nella produzione di opere il cui movimento è azionato dall’intervento fisico dello spettatore, che diviene, attraverso modalità proprie dell’arte cinetica, parte attiva dell'opera. Un’ulteriore evoluzione dei lavori avviene a partire dal 1994-95, quando i dispositivi che conferiscono il movimento all’opera non saranno più azionati dall’osservatore, ma da un dispositivo meccanico automatico. Brescianini inizia dal 2001 a sperimentare nuove tecniche di esecuzione che porteranno alla creazione della serie Espansioni, costituita da quadri realizzati sparando contro la superficie del supporto. Dal 2003 si dedica esclusivamente a perfezionare questa particolare tecnica espressiva con opere parietali, sculture e oggetti di design. Una sua opera fa già parte della collezione del MAON di Rende.

 

 

 

 

LATTUADA STUDIO

Via dell’Annunciata, 31 – 20121 Milano

Tel: 02 29000071

artecentro@lattuadastudio.it - www.lattuadastudio.it

Ingresso libero

orari: martedì – venerdì 11.00 - 13.00 / 15.00 - 19.30

 

UFFICIO STAMPA

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Beatrice Ferri                                                                            

b.ferri@unconventionalproject.com                                     

+39.339.8747079                                                                      

 

Chiara Paleari

chiara.paleari@unconventionalproject.com                                     

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