A.B.O. selezionatore artistico per Piazza Navona? Perché no Andrea Diprè?

A.B.O. selezionatore artistico per Piazza Navona? Perché no Andrea Diprè?

Imperversa quest'estate in molti quotidiani della penisola, la polemica tra pittori locali in cerca di una piazza vetrina "en plein air" e le relative amministrazione comunali.

In queste diatribe, io sono ovviamente schierato per partito preso con i pittori, quello del cavalletto in strada, ritrattista, vedutista, paesaggista o caricaturista che sia, è un linguaggio dell'arte, di genere, che va comunque preservato e tutelato nell'avvicinamento alle problematiche dell'arte all'uomo e anche all'artista qualunque, sempre ragionando su una idea dell'arte che sia linguaggio diffuso e circolare, piuttosto che imposto e autoreferenziale.

Qualcuno a Roma, per la contesa P.zza Navona, ha scomodato A.B.O., il teorico della transavanguardia, che proprio arte da cavalletto e pittura popolare non lo è mai stata, a mio avviso si è trattato anche di un mezzo bluff di mercato, ma questa può essere letta come una illazione personale, per cui sorvolo.

Il nome del critico logo e simbolo di gran parte delle amministrazioni politiche italiche è stato fatto, per sbrogliare la matassa, dal presidente della Commissione Commercio Corsetti, riporto la solita banalissima considerazione del critico - logo: 

"Non vorrei ripetere lo slogan reso famoso da un politico, ma tutto è avvenuto a mia insaputa, non sono stato contattato da nessuno, l'ho letto sui giornali. Mi rendo conto" spiega "che esiste un problema, l'occupazione di suolo pubblico da parte dei cosiddetti gli artisti di strada. Ma io che considero l'arte un massaggio al muscolo atrofizzato della sensibilità collettiva attraverso opere che producano una sorpresa, una visione personale del mondo, in questo caso non li chiamo artisti, ma artieri, in quanto realizzano opere con le mani producendo dell'artigianato e la parola artigianato significa "arte già nata" e direi anche "arte già nota" in quanto riproduce un'iconografia che già appartiene alla storia dell'arte. Dunque non c'è novità, ma pura riproduzione che attiene solo alla tecnica esecutiva, anche rispettabile, come per le caricature fatte con brio attraverso un lifting formale della faccia di persone di passaggio. Ci sono a Roma molti giovani artisti di qualità. Perché il Comune attraverso un concorso non offre a loro spazi per degli studi? Come nel caso del Valle bisogna lavorare con chi crea sperimentazione. Se il sindaco Marino da una parte ha reso pedonali anche i Fori, capirà che piazza Navona, piazza del Popolo, Trinità dè Monti e Castel Sant'Angelo devono essere spazi pedonali dove non inciampare ogni metro in un cavalletto".

A questo punto, visto che Achille Bonito Oliva si presenta da solo, esprimo il mio suggerimento personale a Corsetti, nel nome del Renzismo, abbondoni le suggestioni Renziane dettate da un nome che accomuna tutti da Dalema a Veltroni, da Vendola a Zedda, e con coraggio si affidi a Diprè nella gestione artistica di Piazza Navona, in tale maniera si acconterà òa selfie generation cresciuta con i suoi video su you tube e si darà finalmente un calcio al secolo passato, con tutte le sue scuole e Accademie di mercato.

Anzi caro Sindaco Ignazio Marino, ascolta il sottoscritto, con Diprè a Piazza Navona e le sue opere d'arte mobile, secondo me, si divertono anche gli artieri che Bonito Oliva vorrebbe cancellare e in questa maniera si evitano sterili polemiche mediatiche.

 

 

Mimmo Di Caterino

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