Kritikaria

La Rubrica di Emanuele Beluffi

ESTOTE PARATI di Emanuele Beluffi

E Narciso, quale epitome dell’impresa di Mihailo Beli Kranovic, è l’osceno dell’Ecce homo contemporaneo. Che, diversamente dal Cristo flagellato di Ponzio Pilato («Ecco l’Uomo», disse indicandolo alla folla) e dal Dioniso di Friedrich Nietzsche (Ecce Homo. Come si diventa ciò che si è), non incarna nè i valori nè la loro trasvalutazione, ma l’ignavia di chi porta con sè la miseria del nulla.

Un ritorno. Un commiato. Un’eclissi dell’umano. Di Emanuele Beluffi

Anni persi a legger libri, quotidiani (anche internazionali, perfino il Wall Street Journal e il Financial Times) e riviste specializzate. In modo particolare ero l’affezionato lettore di un fogliuzzo d’opinione, il cui primo numero uscì nel lontano 1996. Ero poco più che un ragazzino, ma la sapevo lunga su tutto e su tutti.
 
L’altro giorno mi capita di rileggere, dopo tanti anni, il fogliuzzo di cui sopra. Non è che mi sia capitato: sono andato in edicola e ne ho acquistata una copia. E leggo un articolo su una storia edificante e bella.

C'ero prima io. Di Emanuele Beluffi (kritikaria n.01)

Leggo su Flash Art di Febbraio alcune riflessioni sul mestiere della critica, a firma Luca Bertolo. Il pezzo s’intitola Curare la critica e sembra prelevato a man bassa dalle annotazioni pensose che tempo fa un acchiappanuvole poco ciarliero vergò sulle pagine della sua rivistuzza clandestina uscita motu proprio tra i furbetti del quartierino milanese. Recondite armonie fra sofisticherie di cervelli che ragionano sul medesimo stato di cose, ma con mezzi di differente potenza.  Dunque, il Bertolo lamenta  l’estinzione della critica. Non necessariamente la critica virile e sputtanante -per il mittente o per il destinatario- di chi dice che il re è nudo. Bensì l’analisi ponderata dei pregi e delle manchevolezze di un’opera d’arte o di un lavoro che aspiri ad esserlo, di una mostra o del climax generale in cui si trova il piccolo mondo antico dell’arte contemporanea. Ma nello stesso tempo il Bertolo si lamenta della critica che sopravviene ora sui supporti eterei dei blog.

Die Mauer. Di Emanuele Beluffi - (Kritikaria n.00)

Il muro è un concetto universale. E, come tutti i concetti, raccoglie sotto di sé una pletora di enti particolari. Il muro non denota solo, nella fattispecie, la barriera di separazione fra due stati.

Lo sanno tutti, ma proprio tutti, che nella sua valenza simbolica il concetto di muro indica anche l'opposizione all'accertamento della verità e l'impedimento - senza il bisogno di edificare alcunché - dell'esercizio della libertà.