Intervista a Stefano Abbiati - (Parola agli artisti 25)

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Ogni mese chiediamo ad un artista di confrontarsi con alcuni temi, cerchiamo di scoprire cosa pensa dell'arte contemporanea, quali sono i suoi gusti e quali metodologie di lavoro utilizza...

 

Lobodilattice incontra STEFANO ABBIATI

1-Dove sei nato e in che città vivi?
Sono nato a Milano, città in cui vivo attualmente.

2-Qualche parola sulla città in cui vivi?
Una città che avrebbe bisogno di generazioni nuove e forti. Creare un vivaio nuovo; che poi le istituzioni siano poco attente è un dato di fatto vecchio come il mondo. Ma l' attenzione manca soprattutto a noi milanesi. E poi troppi impianti genetici che risultano, alla fine, vuoti. Penso alle cosine colorate che sono girate come arte figurativa importata come le arance spagnole in Sicilia. Non c'è solo un tessuto sociale debole, sfrangiato, senza voglie. Manca
ricercare una vita fuori da ciò che propone la tv e inglobano le grandi catene di moda. Negli anni 70 si cercava una vita fuori dalla tv perchè esisteva un luogo mentale dove ribellarsi. Oggi anche la ribellione viene rappresentata in tv e dai media. L' altro giorno ho parlato con un ragazzo che mi ha spiegato un suo quadro per mezz'ora. Ma ciò che rimane è un senso di vuoto, di spreco di tempo. Basterebbe leggere Pinocchio di Collodi anzichè sbertucciare "sanza maraviglia" su internet.
 

3-Un aggettivo per definire la tua arte?
Vibrante, viva.

4-Potresti descrivere come costruisci un’opera, che materiali usi, e come?
Mi piace variare con i materiali, ma in genere parto dalla sollecitazione visiva che mi da una immagine che, in genere, cerco tra libri di fotografie vecchie o internet. Prima predispongo questa ricerca in base a un tema che voglio trattare, e così educo la mente a ricevere una immagine. Uso tempere vegetali o animali, ma anche olio e grafite.

5-Cosa rende un artista affermato? il consenso della critica, il consenso del pubblico, o le vendite?
Bisogna stabilire nei confronti di cosa si dice "affermato". Sono tre elementi intercambiabili che hanno importanza direttamente proporzionale a quanta gliene dà chi giudica quell' artista in base a questi parametri.

6-Arte è anche o sopratutto vernissage e mondanità?
Questo è l' aspetto che più detesto perchè ai vernissage sembra di partecipare a delle fiere di questuanti che, in genere, si esprimono anche male in italiano, cioè la loro lingua madre. Per questo bisogna supporre che esistano dei concetti da esprimere, ma, nella maggior parte dei casi, ciò non avviene.
Tuttavia si può attraversare qualsiasi circostanza con dignità e bisogna sempre considerare che ci si barda a festa per il proprio lavoro. Allora tutti i vestiti valgono. Però detesto le esibizioni di umiltà che, quasi sempre, sono manifestazioni della propria pusillanimità e mancanza di opinioni.
 

7-Che musica ascolti?
Tutta; dai milanesi Neravirtù a Ennio Morricone. Ma sempre viva l' Italia. Il filtro me lo danno i miei studi di chitarra classica.
 

8-Che libri leggi?
In casa ho avuto l' esempio di mio fratello Alessandro (che oggi lavora per una casa editrice) e sono sempre stato circondato da libri di ogni sorta e sempre di altissimo livello.
 

9-Un aggettivo per definire il tuo temperamento?
Credo sia deleterio per un artista stare a guardare quanto è in un modo piuttosto che in un altro. In genere il ricorso al lamento sul carattere di un tale artista serve a nascondere la carenza di idee valide. Ma alle idee di scarso valore si risponde male e con sdegno.
 

10-Da Artista, potresti descrivere quale pensi essere il compito di un critico d’arte?
Ho avuto di recente una bellissima esperienza con G. Marziani, che ha curato la mia mostra "Mineralizzazioni". Creare ordine, sinergia per un progetto valido, godibile è un apporto fondamentale.
 

11- Narrativa, poesia o saggistica?
L' intelligenza di ciò che è scritto.

12-Cosa diresti a un giovane che vuole fare l’artista?
Chiudere gli occhi e le orecchie e cominciare a vedere e sentire meglio.

13-Leggi riviste d’arte? Quali?
Lobodilattice!

14-Cosa pensi della diffusione dell’arte attraverso le nuove tecnologie, il binomio arte/internet, aiuta o penalizza?
Nello specifico della pittura aiuta a snellire l' utilizzo di mezzi e immagini poichè molti dei suoi compiti sono stati, per fortuna, assolti da altre tecnologie e mezzi. Come tutte le cose valide, vive di concetti che sgorgano dal proprio interno e non da fattori esterni, ed è un bene rimettere in discussione tutto. Ma alla fine si comprano i quadri.

15-In una intervista, quale domanda ti piacerebbe che ti facessero?
Sei innamorato?

16-Dai anche la risposta
Sì.

 

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