"Il passato rieditato. 1785-2012" Edizioni contemporanee degli antichi blocchi da stampa della Zucchi Collection of Antique Handblocks

arte contemporanea, gallerie, mostre, eventi

In occasione del Salone Internazionale del Mobile 2012 la S.V. è invitata alla mostra "Il passato rieditato1785-2012". Edizioni  contemporanee  degli  antichi  blocchi  da  stampa   della  Zucchi  Collection  of  Antique  Handblocks

Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter, via Cadolini 27, Milano

 a cura di Patrizia Marforio Merlo e Niccolò Zucchi Frua

Catalogo in mostra con un testo di Emanuele Beluffi
 

INAUGURAZIONE VENERDI’ 20 APRILE 2012 ore 19 su invito, Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter, via Cadolini 27, Milano
 

Dal   17  al   22  aprile, in  occasione  del  Salone Internazionale del Mobile di Milano, Niccolò  Zucchi  Frua,  curatore e manager del museo,  con Bianca Maria Rizzi e  Matthias Ritter, presentano  la   prestigiosa  collezione,  rivista e reinterpretata  da  artisti  e   designer  contemporanei,   cui  è   stato  affidato  il  compito  di  rieditare  in  opere d’arte uno o più blocchi di stampa della Zucchi  Collection of Antique  Handblocks:

Cornelia  Badelita, Roberto Bellitti, Paolo Boriani, Thomas  Berra, Andrea Chisesi, Valerio Cometti, Marco Cornini, Leo Ferdinando Demetz, Franco Duranti, Jernej  Forbici, Matthias Langer, Nicolai  Lilin, Katharina Litz, Giovanni  Manzoni PiazzalungaAndrea Mariconti, Valentino Menghi, Daniele Pignatelli, Yngve  Zakarias

Saranno  inoltre  eccezionalmente  presenti il  maestro Ercole  Pignatelli e il musicista Ludovico  Einaudi.

Galleria  Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter, nei capannoni industriali  dell’area NIL 28 di Milano,  distretto decentrato, colto e  promettente,  si  trasforma  così  in  uno  spazio  artistico  in  divenire:  un  riferimento, un   punto  d’incontro  e  di  scambio  in  cui  trovare  esponenti  italiani  e  internazionali,  un  filtro  empatico  tra  Zucchi Collection of  Antiques  Handblocks  e  gli artisti e i designer interpreti dell’evento.    

La  Collezione Zucchi  è la  più  ricca  e raffinata  raccolta  di blocchi in  legno, metallo  e rame  per la  stampa  a   mano  su  tessuto.  I  56.000   blocchi,  che  danno  origine  a   12.000   disegni,  rendono   oggi   la  Zucchi Collection of Antique Handblocks  la  più  grande  raccolta  al  mondo  di  blocchi  per  stampa  a  mano  su   tessuto.  Coprendo  un  arco   temporale  di  tre  secoli,  dal  1785  al   1935,  la  Collezione   racconta  le  mode  più varie  e  ricercate  che  attraversarono  l’Europa in uno dei periodi più vitali  e  fecondi  della sua cultura, fino   alle  prime avanguardie stilistiche rappresentate  dall’Art Nouveau  e  dall’Art Déco.

Zucchi Collection of  Antique  Handblocks  fa  parte   dell’Associazione  Italiana   MUSEIMPRESA   e  di Milano  Città del  Progetto ed è  vincitrice   del  premio  Guggenheim per  la  cultura  d’impresa.  Il  Museo è di proprietà  del Gruppo Zucchi,  azienda  industriale  storica  milanese  e  da  sempre  leader  nel  tessile  casa   italiano ed europeo.

www.zucchicollection.org

Event Manager
Patrizia Marforio Merlo
patrizia.marforio@gmail.com
 

Informazioni al pubblico
Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter
Tel. 02 58314940
www.galleriabiancamariarizzi.it
info@galleriabiancamariarizzi.com

Uffici  Stampa
Zucchi  Group  
Eva Depoli
Tel. +39  0331-448485
www.zucchi.it
eva.depoli@zucchigroup.it

NORA comunicazione
Eleonora Caracciolo di Torchiarolo
Tel. +  39  339  89  59  372  
www.noracomunicazione.it
info@noracomunicazione.it

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NARRATE LA VOSTRA STORIA

di Emanuele Beluffi

Un po’ mi duole prelevare a man bassa da quel tesoretto letterario che fu Narrate, uomini, la vostra storia di Alberto Savinio, ma del resto è la volta buona in cui riesco a non buttarla in Filosofia come al solito e del resto, quali che siano le vostre opinioni intorno al mondo esterno, su una cosa siamo tutti d’accordo: il mondo là fuori è fatto di due grandi insiemi di enti, le persone e gli oggetti.

Forse affetto da sindrome animistica, penso da sempre che gli oggetti parlino. Ogni oggetto è il depositario di una storia, foss’anche la cronaca resocontativa di un manufatto o di un prodotto industriale funzionale a scopi immediati e praticissimi, antipoetici e quotidiani (eppure, Ottiero Ottieri scrisse L’irrealtà quotidiana e Giovanni Papini, di par suo, Il tragico quotidiano. Insomma, i galantuomimi delle Lettere ce l’hanno insegnato, si può vestir d’estetica ogni dì). L’oggetto conserva una storia ancor più grande se ha attraversato i secoli. Addirittura più nobile (ma poi cos’è la nobiltà?, quando il regalo di un sorriso è il gesto più elevato), se l’oggetto in questione è un antico blocco per stampa a mano su tessuto, legno, peltro, ottone, rame, con disegni e motivi ornamentali classici, floreali o astratti, ispirato alla cultura giapponese o all’Art Nouveau, realizzato da uno dei più grandi laboratori inglesi, francesi, austriaci che si contendevano la produzione dei blocchi da stampa su tessuto in un periodo di tempo che copriva i secoli fra la seconda metà del Settecento e la prima del Novecento, quando l’attività di stampa a blocchi su tessuto venne definitivamente meccanizzata.

Penso che le arti visive, oltre a rappresentare un’utile categoria dello spirito che impedisce di mandare all’ammasso il cervello (anche la più effimera delle arti fa pensare con gaia levità all’oggi), debbano/possano confrontarsi (per poi riconoscervisi) col potenziale creativo delle arti applicate: del resto, il movimento Arts and Crafts di William Morris tematizzato dal celeberrimo John Ruskin occupa una parte non indegna all’interno della Storia dell’Arte.

Questi blocchi per stampa, oggetti d’arte di elevatissimo artigianato, rientrerebbero certamente nel novero di un movimento artistico che si rifacesse al succitato precedente illustre. E davvero non è improbabile che un William Morris avrebbe realizzato qualcosa d’eccezionale se solo avesse potuto ficcare gli occhi nella straordinaria collezione Zucchi conservata nell’omonimo Museo, forte  di oltre 56000 antichi blocchi per stampa provenienti dalle più disparate raccolte europee che coprirono i secoli fra il 1785 e il 1935.

Ma questo è l’intento del rieditare il passato: affidare ad artisti della contemporaneità (artisti non solo delle immagini raffigurate o delle immagini scolpite o delle immagini in movimento, ma altresì artisti della parola e del cibo, non foss’altro perché uno/una che sperimenta con colori e suoni s’intende molto spesso anche con la ricerca di aromi e spezie. Provare per credere), affidare ad artisti della contemporaneità, dicevo, la rivisitazione in chiave assolutamente personale e con ciò stesso innovativa di questi speciali oggetti, testimoni muti eppure affabilissimi dell’antico mestiere dell’arte.

 

 

 

Data Inaugurazione: 
Venerdì, 20 Aprile, 2012 - 19:00
indirizzo sede: 

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