Il Grande Fratello di Fontanellato

  

 

IL GRANDE FRATELLO DI FONTANELLATO

di Vanni Cuoghi e Patrizia Santachiara

 

 

La via Emilia è , forse, una delle strade più antiche del mondo; percorrerla vuol dire attraversare la storia del nostro Paese. L'antico tracciato solca i centri storici delle città, accarezza cattedrali costruite per essere avvistate da lontano, attraversa piazze che sono punto di incontro e di scambio da almeno duemila anni e incontra profumi che parlano di lavoro e ospitalità.

Parma è uno dei centri in cui l'Arte, la Storia e la Cultura in genere suscitano, ancora oggi nel viaggiatore attento, stupore e meraviglia.
Capolavori come il Teatro Farnese, il Battistero e il Duomo, la Chiesa di S.Giovanni e la “Steccata” (solo per citarne alcuni) fanno di questa città un gioiello. Anche la provincia è ricca di eccellenze, basti pensare al Duomo di Fidenza, alla Collezione Magnani -Rocca, al castello di Torrechiara ecc.

Questa volta vi voglio parlare di Fontanellato.

Il Borgo si trova tra Fidenza e Parma ed è di origini longobarde, il nome trae origine dall'abbondanza di acque sotterranee e affioranti e deve la sua fama all'imponente rocca circondata , ancora oggi, dal fossato.
Il fortilizio venne eretto all'inizio del '400 su una precedente costruzione e fu di proprietà della famiglia Sanvitale, che l'acquistò dai Pallavicino nel 1386 e la cedette al Comune nel 1948.

La vera gemma della Rocca è la piccola camera, considerata il “boudoir” di Paola Gonzaga, il cui soffitto fu affrescato, nel 1523, dal Parmigianino e rappresenta il mito di Diana e Atteone.
Com'è noto, il cacciatore Atteone venne tramutato in cervo e sbranato dai propri cani, per aver avuto la sfrontatezza di spiare la dea Diana, mentre questa faceva il bagno nel fiume in compagnia delle ancelle.
La leggenda narra che gli affreschi fossero un monito lanciato da Galeazzo Sanvitale a chi avesse avuto l'ardire di spiare la bellezza della moglie nei momenti di ...intimità.
Le visite sono guidate e il personale è sempre molto gentile e preparato. Vi dò un consiglio: chiedete alla guida se vi mostra gli affreschi abbassando l'intensità del faro alogeno e , simulando così la fioca luce delle candele, assisterete ad un miracolo. Date il tempo alla vostra retina di abituarsi e vedrete le figure stagliarsi ed “emergere” dalle pareti
in un gioco di lumeggiature fantasmagorico!

Un'altra curiosità della Rocca è la Camera Ottica costruita nel 1800 in una delle torri.
Questo ingegnoso meccanismo, tramite un gioco di specchi e di lenti, permette di vedere, proiettato sulla parete,quello che accade nella piazza del paese senza essere visti. Insomma, era l'antesignano dei reality televisivi, il Bisnonno del Grande Fratello...
La Camera Ottica è una vera rarità e permette di comprendere come Il Canaletto e altri vedutisti operassero, anche se, bisogna dirlo, le loro erano ...mobili.

La Rocca è in Piazza Matteotti1 a Fontanellato (Parma) tel 0541 829055. aperta da aprile a ottobre .9.30-11.30 e 15,00-18.00 festivi :9.30-12.00 e 14.30-18.00
da novembre a marzo 9.30-11.30 e 15,00-17.00 festivi :9.30-12.00 e 14.30-17.00.
chiuso il lunedì . Adulti ingresso 7 euro

La Cultura a Parma e provincia passa anche dalla cucina !
Si mangia bene quasi dappertutto perchè, come mi spiegava il mio amico Janer ,“altrimenti si resta a casa dove si mangia meglio”,come a dire che per andare al ristorante ne deve valere veramente la pena !

Per chi decide di affrontare un percorso mistico- gastronomico il consiglio è quello di partire con il
piede giusto:si va dove la tradizione regna sovrana dal 1917 e cioè al Leon d'Oro (Viale Fratti 4 A Parma tel 0521 773182 www.leondoroparma.com costo medio 35 euro) .
I palati più “raffinati” sicuramente avranno altri consigli da darvi, ma questo è un posto dove avviene l'iniziazione alla cucina emiliana.

 

Si comincia con gli affettati misti: l'immancabile prosciutto crudo,il salame di Felino,la spalla cotta di San Secondo e il culatello di Zibello (Felino, San Secondo e Zibello sono tutti in provincia di Parma). In lontananza si sente l'aria di “Va Pensiero”...

Tortelli e anolini in brodo sono buonissimi, ma “La marcia trionfale dell'Aida” suona quando arriva il carrello con il Gran Misto di Bolliti!!!
Più che di un carrello parlerei di lettiga in cui appaiono ,come in una scenografia di Ronconi, tutti i tipi di carni ,dal cotechino alla lingua, dalla faraona al muscolo bovino.
A parte, 4 tipi di salse diverse ceselleranno ogni singolo sapore.

Poi passate ai dolci; tutti rigorosamente fatti in casa . La descizione è impossibile, guardate e fidatevi dell'istinto.
Come vino è d'obbligo il Lambrusco che in molti snobbano ritenendolo un vino troppo semplice e amabile...in verità le cose semplici e amabili sono le più vere e le più rare.

 

 

 

 

[Al di la del Bere e del Mare, la Rubrica di Vanni Cuoghi

n.03 "Il grande fratello di Fontanellato"

pubblicato su lobodilattice il 25-01-2010]

 

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