Gli Anni '90 in mostra da Cannaviello

 

Rielaborare la storia dello Studio d’Arte Cannaviello tramite una serie di retrospettive datate per decenni altera lievemente la percezione di quella che, a un primo sguardo, sembrerebbe un’ordinaria collettiva. Gli artisti esposti, quasi tutti italiani, non sono inediti nello spazio di Via Stoppani. La decade 1990-2000 li ha visti protagonisti di un esordio interno alla scena milanese mediato dalla galleria. È sempre Enzo Cannaviello che, a distanza temporale di circa vent’anni, li ripropone in un allestimento che occupa le due stanze.
Anni ‘90 appare come una sorta di ritorno alle origini voluto da entrambe le parti. Un omaggio, allo stesso tempo, che lo Studio d’Arte Cannaviello rende a quegli artisti che hanno intrapreso un percorso che la galleria fu precocemente in grado di appoggiare. Autori e opere che oggi è possibile storicizzare interpretandoli da una distanza prospettica sufficientemente ampia. Tutti i lavori esposti sono nati in seno al decennio che titola la mostra e hanno come punto in comune l’aderenza a una maniera pittorica e, nello specifico, figurativa; una tendenza che si allontana – stiamo parlando con un presente inserito nei ’90 – dalle nuove pratiche messe in atto sulla scena contemporanea ai giovani artisti. È comunque una pittura non autoreferenziale, poiché vi sono assimilate delle varianti proprie di ambiti separati, primi su tutti il video e la fotografia. Tale elemento presuppone un’attenzione costante nei confronti delle nuove tecnologie, che in quel periodo si diluiscono nell’arte.
 
 

 

I giovani artisti osservano, carpiscono, riutilizzano. Si tratta in tutti i casi di dipinti che non vengono snaturalizzati da queste influenze: semplicemente la manualità si rielabora attraverso una connessione di punti di vista, di cui l’artista si fa portatore.

Senza titolo (1996) di Daniele Galliano rappresenta quelle che sono chiaramente delle istantanee fotografiche, dipinte su più tele successivamente composte a polittico: un teschio in basso, presenza sottile nascosta da più corpi, nudi e vestiti a seconda delle alternanze decise dall’artista. Uno sguardo fisso campeggia da due occhi che quasi escono fuoricampo. Parvenze scure e sfuocate, tipiche dell’artista piemontese. Egli riflette sulle differenze formali tra immagini dipinte e immagini tecnologiche; allo stesso modo Cristiano Pintaldi rovescia le basi fondanti di entrambe, ricostruendo il soggetto rappresento attraverso un’accurata pittura a pixel. Valentina D’Amaro espone un paesaggio minimale tipico della sua futura produzione: un’immagine costruita su una struttura studiata e composta da campiture di un verde saturo. Ciò che risulta evidente è che ogni artista in mostra, da Marco Cingolani a Francesco De Grandi, da Luigi Presicce a Federico Guida, lavora su una pittura che si mantiene strettamente funzionale all’elaborazione di un corpus figurativo, seppur contaminato.
Anni ‘90 fa il punto della situazione di una tendenza che non si è mai concretizzata in una scuola o un movimento, ma è evidente, oggi come allora, nei lavori di più artisti generazionalmente vicini. Una ricerca su chi esordì in quegli anni e oggi continua a evolversi attraverso percorsi autonomi e differenti. 
 
 

Ivana Mazzei

 

 

 

Artisti in mostra: Luca Bertolo, Marco Cingolani, Valentina D’Amaro, Francesco De Grandi, Daniele Galliano, Federico Guida, Davide La Rocca, Ryan Mendoza, Federico Pietrella, Cristiano Pintaldi, Luigi Presicce, Pierluigi Pusole, Gianluca Sgherri.
 
 
Anni ‘90
dal 12 gennaio al 28 febbraio
Studio d’Arte Cannaviello
Via Stoppani 15, Milano

 

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