L’artista si ripresenta, a quindici anni dalla sua ultima mostra personale a Bolzano (“80 Capricci”), con una esposizione dalla tematica completamente diversa, dedicata a personaggi di spicco ed immagini simboliche della cronaca locale, che spesso, talvolta quotidianamente, si possono ritrovare all’interno dei vari organi di informazione. Da qui il titolo “Bolzano / Bozen - Cover”.
Il secondo dopoguerra rappresenta per Willy Valier una svolta radicale nella storia universale e in quella dell’arte. In seguito agli sconvolgimenti causati dalla guerra, dalla bomba atomica, dal fascismo, dal nazionalsocialismo e da Auschwitz, anche nell’arte l’attenzione si rivolge soprattutto a quegli approcci dai quali ci si aspetta effettivamente un nuovo inizio. La libertà riconquistata doveva esprimersi nella figurazione. A Bolzano Willy Valier era indubbiamente uno dei maggiori protagonisti di questo nuovo inizio.
Intorno al 1800, letterati, architetti e pittori di tutta l’Europa iniziano a scoprire i castelli medievali come segni incisivi nel paesaggio, come peculiarità storiche e architettoniche, infine come beni culturali.
Nelle sue sculture e nei suoi quadri, per lo più di piccolo formato, Hubert Kostner prende lo spunto dal paesaggio che lo circonda, straniandolo nei modi più svariati. Hubert Kostner vive a Castelrotto sull’altipiano dello Sciliar, una delle roccaforti del turismo, che rappresenta di gran lunga la più cospicua fonte di reddito dell’economia sudtirolese.