Final Destination
Final Destination - La Rubrica di Luiza Samanda Turrini
Spesso, nel mondo ufficiale dell’arte, il Surrealismo Pop è considerato poco più di un guazzabuglio di bamboline, teschi, pinup, e chincaglieria subculturale modaiola. Noi invece vogliamo partire dalle parole, e dalla storia che sta dietro di loro.
In questa casa ci sono molte ombre, fuse con superfici lucide come smalti giapponesi. Spirali psicotrope e brandelli temporali degli anni Sessanta, in cui la Pop Art di Andy Warhol si sposa da dio con le Veneri in pelliccia dei Velvet Underground.
Le narrazioni sono uno strumento conoscitivo insostituibile e tipico della specie umana, fin dalla notte dei tempi, da quando l’uomo ha imparato a parlare. Ogni fase della vita ha le sue strutture narrative dominanti.
Quello che ci interessa in questa sede è che il Manierismo - che i manuali di storia dell’arte fanno partire per convezione dall’anno della morte di Raffaello
Dei bambini non si sa niente. È il titolo dell’insuperato primo romanzo di Simona Vinci, che racconta di case abbandonate nei campi, riviste pornografiche e sperimentazioni sessuali estreme occorse prima dei dieci anni.
Deità dal corpo smembrato ed ibrido. Gemelle divine. Acque primordiali ed animali sacri. Al di là degli stilemi iconografici dell’estasi e della passione, l’arte di Jennybird Alcantara è profondamente religiosa.
La più macroscopica differenza fra la vita e la morte sta forse nel movimento. Nei corpi vivi, anche nel sonno più profondo o nel coma, rimane una lievissima vibrazione. I morti invece sono fermi. Congelati in stop-motion nella loro ultima posizione, come statue.
Nella civiltà delle immagini tutto può essere rappresentato. Tutto deve essere rappresentato. Per dovere di conoscenza. Per piacere gossiparo. Per ansia di essere visibili, invidia voyeuristica, o voyeuristico disprezzo. Dopo il sito necrofilo Rotten, che spettacolarizza i modi più atroci di morire, dopo le porno enciclopedie popolate da arzille ottantenni e voraci coprofaghi, sembra che un’unica tematica sia rimasta interdetta agli occhi dell’Occidente contemporaneo.
Non contaminare il sacro campo semantico dell’infanzia con delle brutte cose. Mostra solo il lato eroico, umanitario ed intelligente della guerra. Non mischiare sesso e potere, perché il potere deve essere puro. E quando parli di religione, sciacquati la bocca. Ecco la litania che recitano i paladini della bontà, della buona educazione, del buon gusto, e di tutti i dogmi politically correct...