In-tensioni reciproche

In-tensioni reciproche

Titolo

In-tensioni reciproche

Inaugura

Sabato, 9 Marzo, 2013 - 19:00

Artisti partecipanti

Emanuela Fiorelli, Katia Di Rienzo, Massimo Cappelani

Presso

Fabbri.ca Contemporary Art

Comunicato Stampa

In-tensioni reciproche

Performance

“In-tensioni reciproche” è una sperimentazione di tre artisti del campo visivo e performativo: Massimo Cappellani (fotografia) Katia Di Rienzo (coreografia e danza) Emanuela Fiorelli (installazione).
Il lavoro nasce dalla volontà di indagare e amplificare il tema della tensione in una partitura linguistica a più registri semiotici. I tre segni artistici all’opera nella performance agiscono come un’esplorazione delle diverse forme della tensione: da quella oggettiva, sociale, a quella soggettiva, personale.

Installazione, fotografia e danza ricreano lo spazio attraverso un’architettura di immagini e fibre elastiche lacerate dal gesto. Su uno schermo permeabile sono proiettati campi visivi deformati dal corpo, simbolo di un’azione individuale, collettiva, estetica.
Nella installazione, la tensione fisica del filo elastico è la proiezione della tensione psico-fisica che abbiamo con noi stessi e con il mondo. Tensione che non ammette sfilacciature, assottigliamenti, indebolimenti, che si protende verso la relazione, per trovare nuovi ancoraggi o passaggi per poi dispiegarsi o avvilupparsi. Ma la tensione è anche una forza invisibile che c’è e ci sarà nel tempo, tenace e resistente fino allo sfinimento...
La fotografia si muove sul doppio registro della forma e del contenuto. Dall’ambigua rigidità di geometrie mobili, allo spaesamento del segno astratto, dalle polarità percettive dell’immagine, alle deformazioni dinamiche della materia, la videoproiezione fotografica con i suoi contenuti espliciti o simbolici, per narrazione diretta o evocazione, racconta la propria visione del mondo, giocata sulla sottrazione e sull’inversione figura e sfondo, luci e ombre, bianco e nero, diritti e oppressioni.
Sopra le fasce mobili di uno spazio-tempo bianco, neutro, potenziale, la danza è “carne” che scava la presenza e l’assenza. Le sue tessiture visive attraversano la membrana elastica, ne incidono il corpo opaco, rivelando l’originaria vibrazione di forze iconiche che risuonano nelle tensioni del presente.

Musiche W. Voigt, B. Frost, P. Corner

mostre, arte, eventi, artistici, gallerie, contemporanea

Come Arrivare?

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