Dina Cangi. Architetture dell'essere

Dina Cangi. Architetture dell'essere

Titolo

Dina Cangi. Architetture dell'essere

Inaugura

Sabato, 2 Marzo, 2013 - 19:00

A cura di

Maurizio Vanni

Artisti partecipanti

Dina Cangi

Presso

Lu.C.C.A. Lounge e Underground

Comunicato Stampa

I mondi a-reali e le radici memoriali dell’artista aretina in mostra nel Lu.C.C.A. Lounge e Underground

Cosa sarebbe il presente senza il passato? E potrebbe esserci futuro senza la consapevolezza memoriale? L’artista aretina Dina Cangi con la sua personale dal titolo “Architetture dell’essere”, curata da Maurizio Vanni e aperta al pubblico dal 2 marzo all’1 aprile 2013 nel Lu.C.C.A. Lounge e Underground (ingresso libero), scava nel proprio bagaglio esperienziale per portare alla luce i ricordi sopiti della sua anima e riappropriarsene. Una rievocazione che non è altro che la riconquista della consapevolezza del proprio essere per ri-vivere ed evolvere.

“Potremmo definire Dina Cangi – scrive il curatore nel suo saggio – una cacciatrice di ricordi in divenire, una predatrice di vita che, come direbbe Sant’Agostino, s’illumina alla ricerca di cose vissute, si riempie gli occhi di lacrime nel ricordo di emozioni provate attraverso affetti che, solo in apparenza, non ci sono più, ma che vivranno sempre in lei. Con i suoi dipinti, la Cangi rievoca esperienze strettamente legate al proprio senso profondo dell’esistenza, nell’eterno vagabondare della mente e della ricerca delle Immagini riflesse dell’anima”.

In certi suoi lavori il concetto del tempo sembra azzerato: tutto sembra presente, ma al tempo stesso potrebbe essere passato o trapassato. Segni, luci, colore e superficie sembrano riprodurre l’essenza di momenti passati rendendoli attuali e indimenticabili. Mondi a-reali e atmosfere fantastiche che evidenziano come il trascorso non si possa riesumare così come pensavamo di averlo archiviato nel grande salone della memoria.
I suoi dipinti ci riportano all’idea del tempo della coscienza, alle strutture che contengono l’anima e alle architetture che esaltano il nostro essere. I ritmi dei riflessi, le note dei tagli cromatici, le pause di ferite segniche e l’esaltazione di luci innaturali si armonizzano magicamente all’interno di forme che negano la propria esistenza, ma esaltano la propria essenza.

Ogni atmosfera sembra alludere a un luogo interiore, a un non-luogo. Il fascino delle sue composizioni sta nel fatto che possono ampliare il nostro senso di realtà e insinuarci dubbi sul nostro senso di verità. I suoi colori inizialmente ci affascinano per un impatto puramente fisico, ci catturano catapultandoci dentro atmosfere stranamente familiari, che ci sembra di aver vissuto almeno una volta nella vita, fino a renderci conto che non corrispondono a ciò che credevamo di vedere. Per la Cangi la cromia diventa un pretesto per esercitare un influsso diretto sull’anima.

Note biografiche di Dina Cangi
Dina Cangi nasce ad Arezzo, dove vive e lavora. Dopo il diploma di scuola superiore si dedica all’arte esercitando, con un’assidua ricerca di colori, luci, superfici e materiali, la pratica della pittura. È appassionata di antropologia e archeologia: apprezza in modo particolare la civiltà etrusca e quelle orientali con un interesse mirato alle loro filosofie e ai loro presupposti culturali. Un coinvolgimento che testimonia il suo apprezzamento per la tradizione e per la cultura del passato, che Dina tende a recuperare, filtrare e restituire attraverso certe suggestioni dei suoi lavori, con gli occhi e il cuore di chi vive da militante l’arte della propria contemporaneità. Fin dalle sue prime apparizioni in mostre collettive, rassegne e concorsi, ottiene immediati riconoscimenti da parte del pubblico e della critica specialistica. I media non risparmiano servizi e recensioni.
Dagli anni Novanta inizia con sistematicità a essere invitata a mostre personali in Italia e all’estero: in proposito da segnalare il grande successo ottenuto a Berlino, Düsseldorf e Regensburg (Germania), Atlanta (U.S.A.) e Ghent (Belgio). In Italia sono state apprezzate in modo specifico le mostre di Cortona, Castiglion d’Orcia, Chianciano, Pienza, Bologna, Padova, Mantova, L’Aquila, Roma, Perugia, Pordenone, Bari, Follonica e Taormina. A Firenze e Arezzo ha esposto più volte destando sempre il medesimo interesse. Alcune delle sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private. Fino ad ora si possono contare circa 80 esposizioni tra personali e collettive.
Hanno scritto di lei: Franca Calzavacca, Chiaramarina Camèra, Carlo Cinelli, Liletta Fornasari, Benvenuto Guerra, Giuliano Lepri, Michele Loffredo, Flavia Maccelli, Daniela Meli, Antonio Oberti, Dino Pasquali, Tommaso Paloscia, Maurizio Vanni, Monica Venturi.

DINA CANGI. ARCHITETTURE DELL’ESSERE
Lu.C.C.A. Lounge e Underground
2 marzo – 1 aprile 2013
Orari: Da martedì a domenica ore 10-19
Ingresso libero

Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art
Via della Fratta, 36 – 55100 Lucca tel. +39 0583 571712 Fax +39 0583 950499
www.luccamuseum.com info@luccamuseum.com

Addetta Stampa Lu.C.C.A.
Michela Cicchinè 0583.492180 / 339.2006519 m.cicchine@luccamuseum.com

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