"Eva-sioni": resoconto di un successo. Una mostra d'arte contemporanea di respiro europeo, per scardinare l'"abitudine all'abitudine".

Ai leccesi con l'hobby della scoperta; a quelli incuriositi da ciò che germoglia oltre il proprio naso, non capita di frequente di poter godere - nella propria città - dell'atmosfera che ieri sera ha avvolto il pubblico inaugurale di Eva-sioni. Spesso arresi al provincialismo ed all'ego ipertrofico e salentocentrico di un certo numero di specialisti del settore, gli atleti culturali mai si sarebbero aspettati l'enorme successo di pubblico e critica, che viaggiava veloce nei commenti e negli occhi degli astanti.
Una mostra, quella inaugurata ieri sera, che ha aperto un varco verso gli sviluppi in corso da tempo nel campo dell'arte contemporanea internazionale, permettendo di rendersi conto che bovini al pascolo e limoni disidratati sono ormai destinati alla relegazione in salotti stantii e che l'arte – quella brillante e vigorosa – può anche ridisegnare il profilo di un Bacco alticcio, per trasportarlo, a dispetto di tempo e spazio, in una contemporaneità animata e viva, lontana, a ben vedere, dalle code di giapponesi all'ingresso degli Uffizi.
La scelta di fondere artisti forestieri ed artisti locali, ha fatto sì che si creasse un'atmosfera potentemente energica in cui le diversità tematico-stilistico-formali dei protagonisti hanno finito per annullarsi a beneficio di un quid emozionale che ha inevitabilmente coinvolto anche il pubblico più scettico.
Gli impeccabili allestimenti sono stati la prima quanto fondamentale nota armonica di una serata dal sapore totalmente ed assolutamente europeo, che ha stupito anche chi, conoscendo i curatori della mostra - Katia Olivieri ed Andrea Novembre - non poteva non immaginare una freschezza esecutiva, una disinvolta eleganza ed un'originalità d'intenti d'alto livello.
L'inedita azione “vegetale” del performer Massimiliano Manieri ha dato il benvenuto al gran numero di curiosi, habitués ed addetti ai lavori, che hanno affollato le sale di Palazzo Vernazza, inaugurando un primo, piccolo ma fondamentale spiraglio verso la comprensione e l'accettazione dell'ignoto, che per una volta, inaspettatamente, non è apparso spaventoso e repellente.
A riempire le prime splendide sale, le impetuose opere new-pop di Andy Fluon, che grazie ai soggetti iconograficamente riconoscibili ed ai colori euforici da pennarello, riportavano lo spirito verso un irresistibile senso di gioia mista ad entusiasmo, che ha guidato il pubblico nelle sale successive, in quel fantasioso quanto bizzarro ed enigmatico universo di Duilio Forte, i cui castelli arroccati dal gusto nipponico, facevano da sfondo a scheletriche architetture antropomorfe, che sembravano quasi invitare – un po' ingessate – alla visione dello splendido video di Franco G. Livera – Marta - girato all'interno di un frantoio ipogeo nostrano.
Fortunato chi c'era e sventurato chi non, perchè Eva-sioni ha rappresentato e rappresenterà per il prossimo futuro, uno di quei fondamentali tasselli di cui Lecce ha bisogno per la propria crescita culturale, che ancora una volta si conferma essere in mano a curatori indipendenti in grado di scardinare l'abitudine all'abitudine e spalancare le palpebre sul futuro che fu.
 

 

Eva-sioni
13 maggio-20 maggio 2012
Palazzo Vernazza-Castromediano
Piazzetta G.Pellegrino/ Via del Palazzo dei conti di Lecce – LECCE
Info: 393.9574395
Sito: http://www.palazzovernazza.it/

 

 

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