Dentro di te cosa tua

Dentro di te cosa tua

Titolo

Dentro di te cosa tua

Inaugura

Venerdì, 19 Ottobre, 2012 - 18:00

A cura di

FintoTesto - Massagrigia

Artisti partecipanti

Priscilla Benedetti, Andrea Cecchettini, Stefano David, Francesca De Rubeis, Paolo di Giosia, Luca Donnini, Joseph La Mela, Aliocha Merker, Marco Moscato, Maria Normale, Sandro Puleo, Luciano Rignanese, Maria Semmer, Barbara Tucci, Alessandro Vasari

Presso

Torre Bruciata

Comunicato Stampa

Da dove nasce l’idea di creare una sinergia, un legame fra teatro e fotografia, azione e fermo immagine? In realtà non si tratta di un’idea, quanto di un’osmosi spontanea, autoprodotta, come lo sono i legami sanguigni. Parliamo di Orfeo, parliamo di morte, parliamo di amore, parliamo di una presa di coscienza, una scelta, una maturità nuova... parliamo di mito, di visioni... Parliamo e nel parlare, o meglio nel desiderio di raccontare e raccontarsi, due linguaggi apparentemente diversi entrano in gioco, si intrecciano, si osservano, si strizzano l’occhio.
Progetto che vede il mito di Orfeo quindi raccontato sia attraverso la lettura scenica realizzata dal collettivo Casarocca, sia attraverso la mostra fotografica realizzata dal collettivo Massagrigia. Frammenti accumulati per il montaggio o per nuove ipotesi di vita sono l’immagine portante della narrazione scenica e frammenti accumulati ci appaiono le immagini della mostra Dentro di te cosa tua, frammenti fluidi, aperti, inafferrabili, come lo sono i sogni. Un viaggio dentro ognuno di noi. E così come Orfeo, che davanti al buio si ascolta, comprende e, mentre risale il sentiero, voltandosi vede se stesso, nella consapevolezza della fine: «Ho cercato me stesso. Non si cerca che questo. Il destino non tradisce, è dentro di te, cosa tua.», l’osservatore compie il suo percorso: «Se una foto mi piace, se mi turba, io v’indugio sopra - afferma Barthes nel saggio “La camera chiara” - Che cosa faccio per tutto il tempo che me ne sto davanti a lei? La guardo, la scruto, come se volessi saperne di più sulla cosa o sulla persona che essa ritrae (...) perché vivo nell’illusione che per accedere a ciò che sta dietro basta pulire la superficie dell’immagine: scrutare vuol dire voltare la fotografia dall’altra parte, significa penetrare nella profondità del rettangolo (...). Ma ahimè, per quanto scruti, io non scopro niente. L’approfondimento non ha prodotto niente. Davanti alla foto io sono un cattivo sognatore che invano protende le braccia verso il possesso dell’immagine».

MASSAGRIGIA è un collettivo di fotografi nato nel 2005, la cui particolarità è di presentare esclusivamente fotografie in bianco e nero.
L’attenzione della produzione fotografica si sofferma sulla stampa, esclusivamente artigianale, su carta baritata ai sali d’argento, trattata sia con sviluppi tradizionali sia per arti grafiche.
Massagrigia è dotata di una propria camera oscura e ciò garantisce la qualità e l’originalità dei lavori di tutti i fotografi che compongono il collettivo. L’interazione manuale dello stampatore con il supporto cartaceo utilizzato ed il trattamento chimico al quale viene sottoposto, determinano la possibilità di modulare le tonalità della stampa finale, rendendo ogni fotografia prodotta con questo sistema un’opera unica e irripetibile ma allo stesso tempo indissolubilmente legata alla proiezione del gesto originale.
Massagrigia è anche un sito/galleria, una piattaforma d’incontro e confronto nel web.
Spinto dalla predilezione per la fotografia in bianco e nero e dalla passione per la stampa artigianale, il fotografo Andrea Cecchettini è stato l’ideatore ed è il promotore del collettivo Massagrigia.

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