Denaro e bellezza. I banchieri, Botticelli e il rogo delle vanità

arte contemporanea, gallerie, mostre, eventi

L'esposizione di Palazzo Strozzi è presentata al pubblico grazie ai curatori Ludovica Sebregondi e Tim Parks decisi a mettere in mostra il rinascimento in modo del tutto nuovo. La mostra infatti attraverso miniature, numismatica, pitture, vesti e pietre preziose tenta di restituire allo spettatore un universo a trecentosessanta gradi non così distante (nell'evidenziare la crisi morale ed economica vissuta da Firenze alla fine del secolo) da quello odierno.

L'obiettivo dei due curatori sembra didattico e stimolante; far emergere il parallelismo tra il fiorire dell'economia e del sistema bancario e lo sviluppo di uno dei migliori periodi artistici che la storia dell'arte ricordi. L'economia e l'arte si incontrarono secoli orsono, e l'interesse della mostra è quello di evidenziare l'importanza del soldo, di quel fiorino che per anni dominò l'Europa negli scambi commerciali e culturali, il fiorino che fece perdere la testa agli usurai (si veda a tal proposito un capolavoro dell'artista fiammingo Marinus van Reymerswale "gli usurai" appunto), il fiorino che finanziò le pitture del Botticelli e del Pollaiolo, il fiorino grazie al quale i ricchi mercanti fiorentini davano sfoggio di sè in pubblico mostrando le preziosità degli abiti che evidenziavano il loro status sociale. 

Denaro e Bellezza, economia e arte. L'esposizione ha un punto di partenza: novembre 1252, quando venne coniato il primo fiorino d'oro dalla Zecca di Firenze e uno di arrivo, 17 maggio 1510, data di morte di Sandro Botticelli. Due secoli e mezzo separano le due date, il periodo più fulgido della storia della città, che vede un fiume di danaro innescare la fase di crescita demografica ed economica, alimentando il desiderio di magnificenza di un ceto privilegiato che si palesa con la committenza artistica. Tali opere rappresentano l'immagine di una Firenze che oscilla tra il richiamo divino alla sobrietà e una voglia sfrenata di lusso. 

Di sala in sala il visitatore è accompagnato in un viaggio di scoperta. "Il fiorino, immagine di Firenze nel mondo" è dominato da pitture pre-rinascimentali e da autentici fiorini, "l'Usura" e "Arte del cambio" mostrano splendide pitture fiamminghe di Jan Provoost e van Reymerswaele, "Il commercio internazionale" evidenzia l'inesistente distinzione tra banchiere e mercante, tra cartine geografiche provenienti dalla Serenissima e pitture del Beato Angelico. "Leggi suntuarie" è una sala divertente in cui si apprende di come la chiesa tentò di regolamentare l'ostentata opulenza di vesti e ornamenti, ma anche di banchetti, nozze, battesimi e funerali. "Banchieri e Artisti" svela l'incindibile nodo tra le due categorie, tra cui spiccano i dipinti del Botticelli (interessante notare in mostra l'evoluzione stilistica del pittore, presentato dalle prime opere a quelle più mature), infine la "Crisi", che attraversò Firenze nei tragici anni che videro protagonisti Lorenzo il Magnifico e il suo acerrimo antagonista Girolamo Savonarola. Tra il 1497 e il 1498 Savonarola indisse i due roghi "di cose vane, lascive o disoneste", un rogo delle vanità di cui il pittore von Langenmantel ci restituisce il volto, dove tra la folla riconosciamo Fra Bartolomeo, Filippino Lippi, Botticelli, Antonio della Robbia, Pico della Mirandola. L'ineffabile Calunnia di Sandro Botticelli chiude una mostra interessante e decisamente ragionata, piena di cuoriosità storiche e delizie per gli occhi.

 

Data Inaugurazione: 
Sabato, 17 Settembre, 2011 (Tutto il giorno)

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