Dalí, Magritte, Miró – Surrealismo a Parigi - Fondation Beyeler

arte, mostre, eventi, artisti, cultura contemporanea

Comunicato stampa

Surrealismo a Parigi

2 ottobre 2011 - 29 gennaio 2012

 

 

La Fondation Beyeler presenta una grande mostra sull’arte surrealista, la prima esauriente esposizione organizzata in Svizzera su questo tema. Saranno presentati capolavori di Salvador Dalí, René Magritte, Joan Miró e altri notevoli esponenti del movimento. Un’atten-zione particolare sarà rivolta alle varie forme espressive dell’arte surrealista, tra cui arte oggettuale, collage, fotografia e film.

Il surrealismo è uno dei movimenti che più hanno influenzato l’arte e la letteratura del XX secolo. Sorto a Parigi a cavallo delle due guerre mondiali, si rivelò presto in grado di influenzare il discorso dell’arte a livello mondiale e in modo duraturo, con esiti tuttora persistenti. Vi aderirono personalità di spicco dell’arte moderna; altre ne furono influenzate o ispirate. Obiettivo dei surrealisti era ampliare e trasformare radicalmente le possibilità d’azione e le potenzialità espressive della poesia e dell’arte. Furono coinvolti nel processo artistico, così come nell’esistenza umana considerata nel suo insieme, aspetti psichici e creativi fino a quel momento trascurati. Profondamente segnati dall’esperienza della prima guerra mondiale e dalla sua mancanza di senso, sotto la guida del loro principale teorico, André Breton, i surrealisti crearono opere pionieristiche, elaborarono concetti estetici innovativi e diedero forma a un’arte nuova, che attingeva al campo dell’onirico, dell’inconscio e dell’immaginazione poetica. Tra gli ispiratori del movimento figurano, oltre a Sigmund Freud, anche molti scrittori, tra cui un autore considerato scandaloso come il Marchese de Sade, i poeti Charles Baudelaire, Comte de Lautréamont e Arthur Rimbaud, Edgar Alan Poe e i rappresentanti del romanticismo tedesco.

 

 

La mostra Dalí, Magritte, Miró – Surrealismo a Parigi raccoglie circa 290 opere d’arte e manoscritti di circa quaranta tra artisti e autori. Tra cui (approssimativamente per singolo genere): 110 quadri, 30 oggetti e sculture, 50 lavori su carta, 50 fotografie, 30 manoscritti ed edizioni originali, 15 monili e oggetti ornamentali e 4 film. Le opere saranno presentate in parte per autore, in parte secondo i principali temi dell’arte surrealista. Il punto d’avvio è costituito dai quadri di Giorgio de Chirico, che con le sue vedute di interni e paesaggi urbani risalenti al primo decennio del 1900 può essere considerato un pioniere e un antesignano dell’arte surrealista. Le opere sono accompagnate da preziosi manoscritti ed edizioni a stampa dei testi surrealisti, tra cui la versione manoscritta dei manifesti di André Breton.

Un’attenzione particolare è dedicata a due notevolissimi esponenti del movimento, Joan Miró e Max Ernst. Miró, che con il suo onirico e fluttuante cromatismo ha aperto spazi completamente nuovi all’arte contemporanea, è rappresentato da opere come Dipinto (Cavallo da circo), realizzato nel 1927 e proveniente dal Metropolitan Museum of Art di New York. Anche Max Ernst è presente con opere di spicco, come il celebre Donna oscillante (1923) della Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen. Una sala è dedicata a Yves Tanguy, i cui spazi infiniti e fantasiosi, popolati da misteriosi oggetti, costituiscono una delle realizzazioni più poetiche del surrealismo, come si può vedere dal monumentale dipinto Gli ultimi giorni (1944, collezione privata). Segue una sala dedicata a un tema centrale del surrealismo, l’arte oggettuale. Vi saranno esposti tra l’altro il famoso Ma gouvernante – my nurse – mein Kindermädchen (1936/1967) di Meret Oppenheim, conservato nel Moderna Museet di Stoccolma, così come il capolavoro di Hans Bellmer, il celebre La poupée (La bambola, 1935/36) proveniente dal Centre Georges Pompidou di Parigi. La sala raccoglie anche significativi disegni e dipinti di Victor Brauner.

Una particolarità della mostra sta nel fatto che vi confluiscono due collezioni private di altissimo livello. Costituisce una prima assoluta la presentazione al pubblico della raccolta di Simone Collinet, la prima moglie di André Breton. La collezione fu avviata dai coniugi all’inizio degli anni ’20; dopo la separazione dal marito, Collinet continuò ad implementare la sua raccolta. Da questo fondo proviene tra l’altro il monumentale quadro di Francis Picabia Judith/Giuditta (1929), così come Il cattivo genio di un re (1914-15) di de Chirico, oggi al Museum of Modern Art di New York. In un’altra sala sono esposte opere preziose della collezione Peggy Guggenheim, tra cui L’antipapa (1941/42) di Max Ernst, conservato nella Peggy Guggenheim Collection di Venezia, da cui è stato rarissimamente ceduto in prestito. In seno alla mostra, queste opere costituiscono un fitto insieme che dà testimonianza dell’esilio newyorkese dell’arte surrealista durante la seconda guerra mondiale. Contempora-neamente, la presentazione delle due collezioni illustra un aspetto importante dell’arte surrealista, quello della sua messa in scena nello spazio privato.

Altre sale offrono spazio ad artisti come Hans Arp e Pablo Picasso, che per un certo periodo fu molto vicino al surrealismo, come dimostra il dipinto apertamente surrealista L’atelier del pittore (La finestra aperta) del 1929, proveniente dalla Staatsgalerie Stuttgart. Segue un nutrito gruppo di opere del grande mago dell’immagine René Magritte, la cui arte fu impareggiabile nel cogliere e contemporaneamente scardinare la realtà visibile. Ne è testimonianza esemplare il precoce capolavoro La chiave dei sogni (1930), ma anche capolavori della maturità come L’impero delle luci (1962), entrambi provenienti da collezione privata.

Il quadro generale è completato da una ricca selezione di fotografie surrealiste di altissimo livello, tra cui opere di Man Ray, Raoul Ubac, Dora Maar ed Eli Lotar. In una sala dedicata saranno proiettati i principali lavori della cinematografia surrealista (tra cui opere di Luis Buñuel e Man Ray).

La mostra è conclusa da uno spettacolare gruppo di quadri di Salvador Dalì, forse il più celebre tra gli artisti surrealisti. Saranno esposti tra l’altro L’enigma del desiderio (1929) proveniente dalla Pinacoteca d’arte moderna di Monaco, lo straordinario Metamorfosi di Narciso (1937) dalla Tate Gallery di Londra e Sogno causato dal volo di un’ape attorno a una melagrana un attimo prima del risveglio (1944) dal Museo Thyssen Bornemisza di Madrid.

La mostra si ricollega a progetti precedenti realizzati dalla Galerie Beyeler e dalla Fondation Beyeler. Già nella sua galleria di Basilea, Ernst Beyeler organizzò diverse mostre d’arte surrealista (tra cui nel 1974 Surrealismo e pittura e nel 1995/96 Surrealismo. Il sogno del secolo), nonché alcune mostre dedicate a singoli esponenti del movimento. Queste esposizioni manifestavano lo sguardo originale con cui Ernst Beyeler guardava all’arte surrealista. La Collezione Beyeler dispone quindi di notevoli opere di importanti surrealisti, tra cui Hans Arp, Max Ernst, Joan Miró e Pablo Picasso. Anche la Fondation Beyeler ha già organizzato mostre dedicate a singoli artisti surrealisti, come Calder, Miró (2004), Picasso surreale (2005), René Magritte. La chiave dei sogni (2005) e Giacometti (2009, (solo in parte con opere surrealiste); ha inoltre organizzato mostre tematiche in cui opere o gruppi di opere surrealiste giocavano un ruolo di rilievo. L’obiettivo della mostra attuale è invece fornire una panoramica esauriente del movimento nel suo insieme.

La mostra è a cura di Philippe Büttner, curatore della Fondation Beyeler.

Le opere in prestito provengono, oltre che da collezioni private, da musei e gallerie tra cui: Peggy Guggenheim Collection, Venezia (Solomon R. Guggenheim Foundation, New York); Centre Georges Pompidou, Musée national d’art moderne, Parigi; Musée d’Art moderne de la Ville de Paris; Tate, Londra; Bayerische Staatsgemäldesammlungen, Monaco – Pinakothek der Moderne; Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen, Düsseldorf; Museum Ludwig, Colonia; Staatlichen Museen zu Berlin, Nationalgalerie, Berlino; Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, Madrid; Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid; Museu Coleccao Berardo, Lisbona; The Metropolitan Museum of Art, New York; The Menil Collection, Houston; The Museum of Modern Art, New York; National Gallery of Art, Washington; Philadelphia Museum of Art; Kunstmuseum Basel e Kupferstichkabinett, Basilea; Kunsthaus Zürich e Alberto Giacometti-Stiftung.

Il catalogo, a cura del Beyeler Museum AG e di Philippe Büttner, contiene un’introduzione al movimento, presenta le opere esposte e dedica particolare attenzione al tema della presentazione dell’arte surrealista, sia da parte degli artisti che nelle collezioni private. Il volume raccoglie saggi di Quentin Bajac, Philippe Büttner, Julia Drost, Annabelle Görgen, Iona Jimborean, Robert Kopp, Ulf Küster, Guido Magnaguagno, Philip Rylands, Marlen Schneider, Jonas Storsve e Oliver Wick così come una cronologia del movimento a cura di Valentina Locatelli. È pubblicato in versione tedesca e inglese dall’editore Hatje Cantz Verlag di Ostfildern; 289 pagine, 304 illustrazioni a colori. ISBN: 978-3-7757-3161-4, CHF 68.00.

 

Si prevede che la mostra sarà successivamente ospitata presso i Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique di Bruxelles.

 

 

 

 

Contatti

www.fondationbeyeler.ch

 

Orario d’apertura della Fondation Beyeler: ogni giorno ore 10.00–18.00, mercoledì ore 10.00-20.00

 

 

Domenica, 2 Ottobre, 2011 - 18:00

Commenti

Sono sempre stata una grande

Sono sempre stata una grande estimatrice della corrente surrealista e considero Dalì un genio incontrastato in questo campo. Sono stata alla mostra su di lui organizzata a Milano al palazzo reale e sono rimasta impressionata dal suo genio creativo. Meraviglioso.

 

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