Claudia Ottaviani nasce a Roma nel 1986. Dopo il diploma in Ragioneria, decide di andare a vivere a Londra per colmare quella voglia di nuove esperienze di vita. Al ritorno, nel 2007 tenta la laurea in lingue orientali, ma scopre una forte passione per il tatuaggio ed abbandona tutto per dedicarsi esclusivamente alla ricerca ed alla pratica dell' "Arte sulla pelle".
Qui trova l'imbocco che la porterà ad assaporare il gusto del disegnare. Il tatuaggio diventa fulcro della sua vita, ma i limiti che quest'arte porta con se la spingono a cercare nove forme di espressione, totalmente personali ed interpretabili. Dopo due anni di apprendistato mette da parte tutto per affrontare un lungo viaggio in SUd America. Una volta tornata sembra aver trovato il modo di concretizzare, di mettere insieme le sue passioni e la sua voglia esprimersi. Si rilancia a pieno nel suo lavoro di tatuatrice, nasce così il suo percorso artistico, che si alterna tra la pelle e la carta. Un connubio importante per capire la sua arte. La forte influenza del tatuaggio la porta a creare uno stile molto personale, un incontro tra la tecnica dei tattooer e lo spirito dell'artista.
I suoi soggetti, elemento che la caratterizzano, sono la base di una riflessione molto interiore. Si parla di amore, si raccontano storie, trame di vita personale e quotidiana intrecciate con un ironico stile circense e zingaro. Hanno il sapore delle illustrazioni per bambini, dei vecchi libri di novelle, ma con un tocco ideologico molto contemporaneo. Davanti alle opere di Claudia, ognuno può trarne la propria storia, la propria fiaba. Il messaggio appare molto diretto, ma silenzioso, come se volessero sussurrare, parlare individualmente ad ogni interlocutore. Ciò che rende le sue bambole particolari sono i tatuaggi che portano addosso, gli abiti, oltre le parole ed i simboli che armonicamente ruotano intorno e si amalgamano nel complesso di ogni suo disegno.
Le sue opere prendono forma e colore con le ecoline e penne grafiche, stessi strumenti per creare le tavole artistiche dei tatuaggi.
Questi i fili conduttori dell'arte di una giovane artista, destinata ancora a crescere molto, ma che ha già cominciato a farsi notare nel panorama artistico romano.