articoli di Giovanni Cervi

La classifica delle cose su cui fermarsi a riflettere | Giovanni Cervi

Dopo qualche mese di oblio rieccomi. Ripartiamo celebrando l’anniversario dell’Art Strike del 1990. Per tre anni il mondo dell’arte era stato invitato a fermarsi per poi ripartire con un nuovo sistema. Fu un flop,  il movimento fu seguito da pochissime persone e per poi essere descritto con una certa epica dalla controcultura. E se lo facessimo oggi, ipotizzando davvero di ricominciare su nuove basi? Qualcuno se ne accorgerebbe? Come si potrebbe ricominciare?

 

La classifica delle cose su cui fermarsi a riflettere. Di Giovanni Cervi (STOP 5 n.02)

L’uomo si è evoluto perché era indifeso. Non aveva zanne, artigli, corazze e nemmeno abilità fisiche particolari. Per non soccombere alle difficoltà delle ere passate ha dovuto sviluppare l’ingegno e la comunicazione. E ora siamo qui. A volte mi domando se milioni di anni fa ci sia stata un’altra specie indifesa, magari completamente diversa da noi, come sarebbe ora la vita sul pianeta? Avremmo dovuto dividerlo con delle lumache evolute o con delle alghe intelligenti? Sono gli ostacoli che permettono di creare nuove vie. Impariamo dagli Antenati.

 

 

La classifica delle cose su cui fermarsi a riflettere. Di Giovanni Cervi

Cosa ci si aspetta da una fiera d’arte? I galleristi di rientrare dalle spese, spesso proibitive, e di agganciare qualche collezionista in più. Gli artisti di stringere mani produttive e di far apprezzare il proprio lavoro. Gli spettatori di essere stupiti. Ma funziona? A volte non trovo il senso di vedere dei bei pezzi ma “estrusi” da un contesto e di vederne troppi insignificanti. Funziona tutto questo? Sarebbe ora di pensare a un upgrade. Alziamoci

 

 

 

LA CLASSIFICA DELLE COSE SU CUI FERMARSI A RIFLETTERE

Il punto di partenza sono le istituzioni dell’arte, troppo spesso lontane dalla creatività. Alcune non riescono a concepire vicine le parole video e arte, altre non sanno comunicare ai giovani (in quante hanno dei siti web vagamente decenti?), molte sembrano lontane e inaccessibili. Tutto questo si installa in un sistema che si autoalimenta. Ma davvero non se ne riesce ad uscire?